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Donkey Kong Country: la trilogia

Gorilla attack!

By Marco Gioletta, 06/11/2010

Non credo ai miei occhi! Se si dovesse stabilire quale sia stata la console che nella storia dei videogiochi ha avuto il miglior rapporto tra numero di giochi e loro effettiva qualità, la scelta cadrebbe inevitabilmente sul Super Nintendo Entertainment System (altrimenti detto, SNES). Il 16 bit Nintendo, da molti considerato addirittura la miglior console della storia, può effettivamente vantare un catalogo di titoli strepitoso, tra cui autentiche perle come Super Mario World, F-Zero, Super Mario Kart, Street Fighter 2 e tanti altri ancora, che hanno allietato i felici possessori di SNES per tutta la durata della vita sul mercato del fortunato sistema. Non solo: lo SNES ha avuto anche l'indubbio merito di aver sperimentato un gran numero di nuove tecnologie ed effetti grafici avvenieristici (basti pensare a Starfox, uno dei primi sparatutto poligonali per console), al punto che, osservando l'evoluzione subita dai suoi giochi nel corso del tempo, risulta davvero difficile credere che girino sulla stessa console. Ed è proprio questa l'impressione che riceve chi gioca per la prima volta a Donkey Kong Country: non è possiile che questo sia un gioco per SNES! Il canto del cigno dello SNES L'uscita del gioco risale al 1994, quando Saturn e Playstation si stavano affacciando sul mercato e avevano già stupito l'intero mondo dei videogiocatori con la loro fantastica grafica. Sembrava solo questione di poco tempo prima che i cari vecchi 16 bit venissero mandati in pensione. Tuttavia, proprio in quel periodo cominciò una forte campagna pubblicitaria promossa da Nintendo per lanciare un nuovo gioco per SNES e questo gioco era proprio Donkey Kong Country, titolo che sanciva il ritorno sulla scena di Donkey Kong, la cui ultima apparizione risaliva a Super Mario Kart. Il gioco, prodotto da Tim Stamper e sviluppato da Rare, ottenne un successo stratosferico: con otto milioni di copie vendute, divenne il gioco più popolare per SNES tra quelli non prodotti direttamente da Nintendo, e il secondo gioco per SNES più venduto in assoluto dopo Super Mario World. Una grafica fuori dal mondo, ma non solo Ma cosa fu a causare un simile interesse per un titolo che, in fondo, era solo l'ennesimo plattform per SNES? Beh, anzitutto, la sua grafica. Il gioco era infatti il primo titolo in assoluto su console ad utilizzare una grafica pre-renderizzata, basata su un sistema Sylicon Graphic, che però era stato sviluppato con un particolare metodo di compressione, che permise di aumentare enormemente sia la qualità delle animazioni che la cura per i dettagli. Rare e Nintendo chiamarono questa particolare tecnica ACM (Advance Computer Modelling). Il risultato finale era davvero impressionante: sia i due protagonisti, Donkey e Diddy Kong, che tutti i nemici in cui le due scimmie si imbatterono nel corso della loro avventura, risultarono incredibilmente dettagliati e animati meravigliosamente e sembravano REALMENTE tridimensionali. Lo stesso valeva per gli sfondi, in qualche caso, davvero impressionanti (come negli stages innevati). Tuttavia, il gioco non era solo bello da vedere, ma risultava anche un plattform giocabile, divertente ed estremamente longevo (anche se non arrivava ai famigerati cento livelli vantati dallo spot pubblicitario). Protagonista del gioco era, ovviamente, Donkey Kong, che però non era lo stesso Gorilla impegnato a tirare botti in testa a Mario, il suo nipotino, che i giocatori avevano già conosciuto col nome di Donkey Kong Junior. La trama verteva intorno al furto della gigantesca collezione di banane del nostro Donkey ad opera dei malvagi Kremlings, una sottospecie di coccodrilli umanoidi. Donkey, accompagnato dall'amichetto Diddy, aveva il compito di esplorare tutta la sua isola alla ricerca dei suoi preziosi frutti, fino al confronto finale col leader dei Kremlings, King K. Rool. L'isola era divisa in sei diverse aree, ognuna costellata da una serie di livelli e da un boss finale, di solito di dimensioni davvero notevoli. Come detto, il gioco era un classico plattform a stages. Il giocatore aveva il compito di superare gli ostacoli, eliminare i nemici (sia col classico salto in testa che con un attacco a rotolamento) e aprirsi la strada fino alla fine del livello. Durante il livello avevamo il controllo di una sola delle due scimmie, mentre l'altra ci avrebbe seguito come un'ombra. In ogni momento del livello, sarebbe stato possibile passare da Diddy a Donkey, variando lo stile di gioco. Mentre infatti Donkey era più massiccio e in grado di eliminare con maggior facilità i nemici, Diddy era più agile e più indicato a superare dirupi ed ostacoli vari. Nel corso della loro avventura i due amici potevano anche contare, oltre che sulle fide botti, utili sia ad eliminare i nemici che a scovare passaggi segreti e bonus vari, anche su un gruppo di strani animali, che potevano essere cavalcati alla maniera del buon vecchio Yoshi, ed erano tutti dotati di particolari abilità (per esempio Whinky, la rana, era in grado di saltare molto in alto, mentre Rambi, il rinoceronte, poteva travolgere praticamente ogni cosa). Uno dei punti di forza del gioco era anche la sua longevità. Già portare a termine l'avventura principale richiedeva diverso tempo, ma riuscire a trovare tutti i bonus ed i passaggi segreti del gioco, ottenendo così il punteggio di completamente di 101% era davvero un'impresa ardua, in grado di mettere alla prova di qualsiasi giocatore. Diddy Kong alla riscossa Come già detto, DK Country ottenne un successo davvero planetario, rimanendo in vetta alla classifica dei giochi più venduti per SNES un numero incredibile di mesi. Visto il successo, era inevitabile che Rare decidesse di realizzare un sequel, che si materializzò l'anno successivo, nel 1995, quando venne distribuito nei negozi Donkey Kong Country 2: Diddy's Kong Quest. Come si evidenzia dal titolo, la principale novità del titolo era da riscontrare nel cambio del protagonista (cosa che, tuttavia, non tutti apprezzarono). Donkey Kong era caduto vittima di un rapimento, ancora una volta ad opera di King K. Rool e toccava alla scimmietta Diddy e alla sua amica Dixie Kong l'arduo compito di recuperare il Gorillone. Lo schema di gioco era praticamente identico al predecessore: sette vaste aree disseminate di livelli da completare, boss da sconfiggere e bonus da scoprire, che stavolta avrebbero consentito l'accesso addirittura ad un mondo segreto, la cui scoperta avrebbe consentito di assistere alla vera conclusione del gioco. Tuttavia, ogni aspetto del gioco precedente venne ritoccato e migliorato, a partire dalla grafica, ancora più nitida e spettacolare della precedente, soprattutto grazie a nuovi effetti grafici, come quello della nebbia, molto più elaborati che in passato. Le due scimmie, inoltre, disponevano di nuove mosse, prima tra tutte l'abilità di prendere in spalletta il compagno e lanciarlo contro i nemici (unica pecca, l'eccessiva somiglianza tra Diddy e Dixie, che rendeva il gioco leggerente meno vario). Inoltre, la presenza degli amici animali era stata molto implementata, con l'inserimento di nuovi e utilissimi amichetti come Squitter, il ragno o Squawk, il pappagallo. C'erano addirittura dei livelli in cui, tramite speciali botti, il giocatore avrebbe avuto il controllo diretto degli animali in questione, cosa che rendeva il gioco ancora più vario e divertente. Infine, il livello di difficoltà venne molto aumentato (alcuni livelli, come quelli in cui era presente il pappagallo, erano davvero snervanti), garantendo una sfida assolutamente all'altezza. Il gioco, pur non avendo lo stesso impatto del predecessore, riuscì insomma a mantenere tutte le aspettative e divenne il gioco per SNES più venduto del 1995. Non c'è due senza tre Nel frattempo, però, il tempo passava e Saturn e PSX erano ormai le dominatrici assolute del mercato, con titoli strepitosi quali Ridge Racer Revolution, Sega Rally, Tekken o Virtua Fighter 2 e il Nintendo 64 stava iniziando a fare la sua comparsa sulle scene. Era inevitabile che lo SNES, dopo una lunga ed onorata carriera, si avviasse sul viale del tramonto. Tuttavia, Rare volle tentare di sfruttare ancora più a fondo la sua miniera d'oro, prima realizzando la serie Donkey Kong Land per Gameboy, trasposizione ella saga di DK Country sul portatile della Nintendo (che godette di un buon successo e di due sequel), e poi dando alla luce il terzo episodio della saga principale, ovvero Donkey Kong Country 3: Dixie Double Trouble, che apparve nel 1996, ancora su SNES. La trama era praticamente identica a quella del gioco prcedente: sia Donkey che Diddy erano stati rapiti e toccava stavolta a Dixie e al suo amico Kiddy (un baby-gorillone che, nonostante la giovane età, risultava grosso quanto donkey!) il compito di salvarli. Anche grafica e sonoro restavano praticamente identici al gioco precedente (del resto, non era possibile spremere lo SNES oltre un certo livello), e lo stesso dicasi del gameplay, dato che stavolta non era possibile eseguire nessuna nuova mossa. La differenza rispetto al prequel era data dalla struttura di gioco: stavolta non c'erano più vari mondi da completare, ma un'unica isola, costellata di livelli, da esplorare. Per proseguire nell'avventura, era necessario interagire con vari personaggi presenti nella mappa di gioco, i quali, in cambio di vari oggetti recuperati nel corso dell'avventura, ci avrebbero aperto nuove strade o fornito utili consigli. Un'altra piccola differenza era data dai livelli bonus, molto più vari e particolari (comprendevano test di memoria e gare di tiro a segno, per fare un esempio). Stavolta, però, l'accoglienza ricevuta dal gioco fu tiepida, anche a causa della già citata concorrenza dei titoli a 32 e 64 bit, che facevano apparire DK Country 3 ormai obsoleto. Un lungo riposo Dopo DK Country 3, Il gorillone della Nintendo tornò ancora una volta nell'ombra. Ci fu un Donkey Kong 64, plattform 3d per Nintendo 64, ma non riuscì a far breccia nei cuori dei fan e cadde presto nel dimenticatoio. Donkey fece poi la sua compara in vari titoli Nintendo, quali Super Smash Bros, Mario Party o Mario Kart, ma mai nel ruolo di protagonista. In seguito, per Nintendo Gamecube e WII uscirono una serie di particolari titoli, come Donkey Kong Jungle Beat, che sfruttavano particolari periferiche a forma di bongo, ma nemmeno questi giochi riuscirono a riportare il Gorilla sulla cresta dell'onda. L'unico gioco davvero eccellente avente come protagonista le nostre scimmie fu Diddy Kong Racing, racing game uscito per N64 nel 1997 che, pur risultando molto simile a Mario Kart 64, proponeva un'esperienza di gioco davvero lunga, divertente e gratificante. Vedremo ora se il nuovo gioco dedicato a Donkey Kong, ispirato direttamente a Donkey Kong Country e sul punto di uscire per Wii, saprà riportare la serie agli antichi fasti o se si tratterà solo di un esperimento-nostaglia. Incrociamo le dita!


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