Logo di Game
Seguici su:
fb

Username
Password


GameWidget

Dragon Ball e i Videogames

del 12/11/2009

Un binomio che si rinnova da 23 anni!!  


Un compagno di vita!

Dragon Ball. Questo nome rievoca nella mente di molti, adulti e ragazzi più giovani, piacevoli ricordi d’infanzia. Già, perché dal 1986, il manga ma soprattutto l’anime di Akira Toriyama accompagnano i bambini nel periodo più spensierato della vita, e moltissime sono state le trasposizioni di questa fortunata serie, nelle diverse generazioni di console fino ad oggi apparse sul mercato. I giochi prodotti sono moltissimi, troppi per un solo speciale: ecco perché ho deciso di elencare solo i migliori prodotti di Dragon Ball per ogni console, dalla Super Cassette Vision (console del 1984 molto potente, ma che dovette piegarsi allo strapotere del Nintendo Famicom) sino alle console Next-Gen, ovvero PlayStation 3 e Xbox 360.

SUPER CASSETTE VISION (SCV)

Questa sfortunata macchina da gioco ha avuto l’onore di ospitare il primo gioco di Dragon Ball mai creato per console. Pubblicato nel 1986 dalla EPOCH, Flying Dragon Ball Adventure era un gioco sviluppato sulla scia del successo globale di Space Invaders: era quindi uno sparatutto a scorrimento verticale, in cui Goku bambino viaggiava sulla Nuvola Speedy colpendo i nemici, ovvero rane e rospi, con il suo bastone allungabile; giunto alla fine del livello, si scontrava con il boss di turno e in caso di vittoria otteneva una delle Sette Sfere del Drago. La grafica non è straordinaria, mentre il comparto audio è sbalorditivo: nonostante la mancanza di tecnologie adeguate, i temi principali di Dragon Ball furono riprodotti con estrema fedeltà e varietà. Purtroppo, anche a causa della scarsa popolarità della console, il titolo non varcò mai le soglie del Giappone.

NINTENDO ENTERNAIMENT SISTEM (NES)

La console Nintendo ospitò vari titoli dedicati a Dragon Ball, alcuni davvero penosi, quindi elencherò solo i prodotti migliori ispirati al manga di Toriyama.

Dragon Ball Shenron no Nazo

Il primo gioco di Dragon Ball per NES! Nel titolo si controllavano Goku e Bulma durante la loro ricerca delle sette Sfere del Drago. Semplice ma divertente gioco d’azione, è stato completamente stravolto durante la conversione americana: Goku diventò un ragazzo con l’aspetto di una scimmia e con un ridicolo nastro al posto dei capelli, Bulma venne rinominata Nora e la stessa sorte toccò a Oolong, soprannominato Pidgy. Curioso il fatto che le riviste americane del tempo lo recensirono come un gioco originale, e non la conversione americana di Shenron no Nazo.

Dragon Ball Z Saiyan Kyoshyo

Il primo titolo di Dragon Ball ad inserire nella modalità storia l’arrivo dei Saiyan, dallo scontro con Radish sino al confronto finale con Vegeta. Il gioco, strutturato come un RPG, proponeva un buon comparto tecnico e un ottimo gameplay, ma fu penalizzato dalla scarsissima lonvìgevità. I suoi due seguiti hanno allungato la trama fino alla saga di Cell migliorandone il comparto grafico e la giocabilità, basata su un sistema di combattimento simile a quello visto in Final Fantasy VII: Crisis Core.

Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi Gekitou

Nasce il picchiaduro basato su Dragon Ball Z. Il titolo comprendeva personaggi estrapolati dalle prime tre saghe della serie in questione (Saiyan, Freezer e Trunks) proponendo un gameplay molto particolare: per combattere bisognava possedere un mazzo di carte che il gioco, tramite un apposito gadget, avrebbe riconosciuto e convertito in attacchi e colpi speciali.

Dragon Ball Z: Super Goku Den 2

Questo gioco viene ricordato soprattutto per il suo livello di difficoltà altissimo, a tratti esasperante (definirlo frustrante sarebbe un eufemismo). Nonostante ciò, rimane un ottimo RPG ambientato nel mondo di Dragon Ball, con la trama che va dallo scontro con Piccolo alla sfida finale con Freezer. Presenti, inoltre, delle scelte che modificano leggermente l’andamento della storia; il tutto guarnito da un comparto tecnico di prim’ordine.

PLAYSTATION 1 (PS1)

La famosa console Sony ha ospitato tre adattamenti del manga, due dei quali sorvolabili: il primo, Dragon Ball Sagas fu un pessimo RPG, mentre il secondo, Dragon Ball Z: Ultimate Battle 22 risultò un discreto picchiaduro 2D privo però di una modalità storia. Per l’ultimo, invece, vale la pena spendere qualche parola in più.

Dragon Ball GT: Final Bout

Primo titolo ambientato durante la saga GT, il gioco raccontava le disavventure di Goku, Pan e Trunks nel viaggio per ritrovare le Sfere del Drago sparse nell’universo, fino al confronto finale con Baby Vegeta. Final Bout fu il primo gioco ambientato nell’universo di DB ad implementare una grafica 3D, comunque di buona fattura. Le modalità presenti erano 3, ovvero Storia, Torneo e Allenamento. Il gameplay era quello canonico degli altri picchiaduro, con una barra della vita e una del Ki con la quale eseguire i colpi speciali. I personaggi disponibili erano 17, ma tra i fan si crearono molte leggende metropolitane riguardo l’esistenza di personaggi come Pilaf e Gotenks, naturalmente infondate.

GAME BOY COLOR & ADVANCE (GBC & GBA)

Le console portatili Nintendo hanno ospitato due conversioni del manga di Dragon Ball, la prima trascurabile, la seconda, invece, si rivelò un curioso esperimento che non portò il successo che avrebbe meritato.

Dragon Ball Z: I Leggendari Super Guerrieri

Ottimo risultato nato dalla fusione tra Dragon Ball e un gioco di carte. Nel titolo, infatti, al giocatore veniva dato un mazzo di carte tramite il quale si potevano gestire tutti i combattimenti; per ottenere carte migliori e più potenti, si doveva terminare la modalità storia e combattere nella modalità battaglia, dove era possibile ottenere carte introvabili nella campagna. Oltre alla storia e alla campagna, erano presenti due modalità Multiplayer: una in cui scambiare le carte con un amico e una in cui sfidarsi. Uno dei migliori adattamenti di Dragon Ball su console in assoluto.

SEGA MEGA DRIVE

La console Sega possiede quello che molto probabilmente è il miglior picchiaduro-RPG di Dragon Ball, ovvero Dragon Ball Z: Buu Yuu Retsuden.

Dragon Ball Z: Buu Yuu Retsuden

Ottimo picchiaduro 2D il cui miglior pregio risiedeva nella non-linearità della modalità storia: oltre alla possibilità di impersonare buoni e cattivi, era possibile decidere come terminare la modalità campagna: ad esempio, se si impersonava Majin-Bu, si poteva terminare la modalità storia distruggendo la Terra. Il comparto tecnico, purtroppo, non risultò all’altezza della struttura di gioco, così come i controlli, davvero frustranti, che rovinarono in parte un gioco comunque valido.

PLAYSTATION 2 (PS2)

La PlayStation 2 Sony possiede molto probabilmente il più alto numero di giochi dedicato al mondo di Dragon Ball; su tutti, spicca la serie Budokai Tenkaichi, che con l’ultimo episodio ha sicuramente raggiunto il titolo di miglior adattamento di Dragon Ball per console.

Dragon Ball Z: Budokai 3

L’ultimo capitolo della serie targata Dimps è considerato dai fan il miglior capitolo 2D di Dragon Ball. Il gioco possedeva un ampio roster di personaggi (45, ma molti da sbloccare) e un ottimo gameplay, che si basava su combattimenti bidimensionali tra due personaggi, anche se le battaglie erano "farcite" da un gradevole tocco 3D. Il sistema di crescita dei personaggi fu sviluppato in maniera analoga a quello di un RPG, cioè con la distribuzione di punti esperienza guadagnati durante i combattimenti, in varie classi, dalla forza fisica agli attacchi speciali. La modalità storia, rinominata “Universo del Drago”, abbracciava tutte le saghe di Dragon Ball Z e GT, più alcuni film. Le altre modalità presenti erano il Torneo, l’Allenamento e il combattimento contro un amico o la CPU. Inoltre, era presente un negozio in cui comprare le capsule abilità per i vari personaggi, anche se a prezzi molto elevati. Il comparto tecnico fu ben realizzato, con un ottimo cel-shading utilizzato per realizzare i superbi modelli dei personaggi; anche gli sfondi risultarono ben realizzati, ma poco interattivi. L’audio, invece, diventava stancate dopo un paio d’ore, a causa di temi carini ma estremamente ripetitivi.

Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi 3

Uscito anche per Nintendo Wii, dove ha in aggiunta l’online 1 contro 1 e i controlli creati ad hoc, Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi 3 rappresenta per i fan di Goku un must imperdibile, risultando un ottimo picchiaduro. La differenza sostanziale dalla serie Budokai sta nel fatto che in Tenkaichi i combattimenti si svolgono in enormi scenari 3D, e la telecamera è posta alle spalle del personaggio del giocatore. A proposito di personaggi, Budokai Tenkaichi 3 ha un numero di personaggi immenso, ovvero 161, provenienti da tutto l’ Universo di Dragon Ball, descritti con meticolosa cura nell’Enciclopedia dedicata. Dai precedenti episodi rimane il sistema di crescita dei vari personaggi, inoltre gli sviluppatori hanno inserito piccole chicche per i fan incalliti, come il cambiamento giorno/notte che permette, ad esempio, ai Saiyan di diventare Oozaru, ovvero scimmioni. Il sistema di controllo è semplice, ma non del tutto privo di profondità, il che lo rende accessibile e allo stesso tempo divertente per i più “navigati”, che potranno sbizzarrirsi con varie combo. Inoltre, coloro che possiedono i precedenti capitoli della saga, potranno ottenere bonus inserendo i veri dischi nella console. Tecnicamente lo sforzo fatto dagli sviluppatori è notevole, con un comparto grafico semplicemente spettacolare unito ad un reparto audio davvero ben sviluppato.

Dragon Ball Z: Infinite World

Il “canto del cigno di Dragon Ball su PS2”. Già, perché con Infinite World Dragon Ball migra definitivamente sulle console next-gen. Purtroppo, però, l’addio non è dei migliori. Infatti, Infinite World è un gioco solo discreto, e un netto passo indietro rispetto a Tenkaichi 3. La modalità storia risulta scarna, e i mini-giochi inseriti tra un combattimento e l’altro sono molto noiosi e inutili. Il roster, inoltre, è passato da quasi 170 personaggi a poco più di 100, ed è tornato il sistema di acquisto delle capsule dei precedenti Budokai. Anche il comparto tecnico, purtroppo, non è dei migliori con grafica e audio sottotono. In definitiva, Infinite World può essere un eventuale ripiego solo nel caso in cui non sia proprio possibile ottenere Tenkaichi 3.

PLAYSTATION PORTABLE (PSP)

Alla piccola console Sony non poteva mancare un picchiaduro dedicato a Dragon Ball, ed infatti su PSP Namco Bandai ha creato la saga Shin Budokai.

Dragon Ball Z: Shin Budokai 2

Secondo capitolo della serie Shin Budokai, Dragon Ball Z: Shin Budokai 2 è un ottimo picchiaduro per PSP che sa sfruttare al meglio i pregi delle serie Budokai e Tenkaichi sviluppate per la “sorellona” PlayStation 2. Il sistema di combattimento è un misto tra 2 e 3D, ed è molto ben realizzato, anche se poco profondo. I personaggi disponibili sono 24, e si sbloccano durante la modalità storia, che è stata creata appositamente per il titolo; infatti, è ambientato nel futuro alternativo di Trunks, nel quale viene accidentalmente risvegliato Majin-Bu, con tutte le conseguenze del caso. Molto interessante è la possibilità di ascoltare gli mp3 presenti sulla PSP, aumentando il coinvolgimento durante il gioco. Il comparto tecnico, a parte il già citato audio giostrabile, mostra una grafica molto curata, con ottimi modelli e fondali al di sopra della media. In definitiva, Shin Budokai 2 rappresenta un ottimo adattamento di Dragon Ball sulla console portatile Sony.

NINTENDO DS (NDS)

Anche se non molti, la console “alternativa” Nintendo ha i suoi episodi di Dragon Ball. A parte il seguito di Supersonic Warriors per Game Boy Advance e un bizzarro ma non proprio riuscito miscuglio tra GdR e picchiaduro, ha un interessante gioco d’azione che si svolge all’inizio della saga di Toriyama, ovvero durante il viaggio di Goku e Bulma per trovare le sfere del Drago. Il gameplay è molto simile a quello di The Legend of Zelda: The Phantom Hourglass, il che non può che essere un bene vista l’elevata qualità del gioco in questione.

XBOX 360 & PLAYSTATION 3

Per ora, sulle due console next-gen Microsoft e Sony è disponibile un solo gioco dedicato a Dragon Ball, ovvero Dragon Ball Z: Burst Limit. Si tratta di un prodotto che si distacca nettamente dalla serie Tenkaichi, prediligendo un “ritorno alle origini” e assumendo meccaniche che ricordano molto da vicino la serie Budokai, ovvero combattimenti bidimensionali in scenari poco interattivi. La modalità storia attraversa tutto l’arco della serie Z. Inoltre, il numero dei personaggi è enormemente ridotto, e passa dai più di 100 ad una ventina scarsa. Una nota positiva nel gioco, invece, riguarda il comparto tecnico del gioco: la grafica è davvero sbalorditiva, e i personaggi sono quasi indistinguibili dall’anime. Anche i fondali sono realizzati molto bene, e le musiche sono adatte a creare un’atmosfera simile a quella dell’anime. Purtroppo, però, il comparto grafico da solo non riesce a risollevare le sorti di un titolo che è solo mediocre, e sà tanto di occasione mancata. Molto probabilmente, mentre leggerete queste righe, sarà disponibile nei negozi l’ultimo gioco dedicato all’Universo di DB, ovvero Dragon Ball: Raging Blast, che promette di risollevare le sorti della preziosa licenza Namco Bandai, con un roster di circa 100 personaggi e un sistema di combattimento dinamico e molto simile a quello degli episodi della serie Budokai Tenkaichi. Anche il comparto tecnico non vuole essere da meno, quindi si capisce che gli sviluppatori hanno a cuore la sorta del marchio Dragon Ball, e non ci resta che fidarci di loro. Attendiamo fiduciosi!

A cura di : Riccardo "RATM1995" Primavera

Drago Shenron Trunks e Cell Majin Buu  Freezer vs Goku Super Sayan
Dragon Ball



Distribuzione | Pubblicità | Giochi: The Legend Of Zelda: Skyward Sword - Alan Wake 2 Game | Sitemap | Contatti
GAMEPLAYER © Copyright 2006-2010. Tutti i diritti riservati