I Personaggi Che Hanno Fatto La Storia Dei Videogame
Nostalgia del Passato...
By Federico Papa, 11/05/2011
Quante volte vi sarà capitato di trovare l'annuncio di un titolone in uscita imminente prodotto magari da Blizzard piuttosto che da Rockstar con premesse tipo:
Questo videogame rivoluzionerà per sempre il vostro modo di giocare!. Oppure:
Questo titolo racchiude in sé tutto, è il gioco definitivo!.
E quante di queste volte vi siete detti: NON POSSO PERDERLO!.
Ma non è ovvio? Nell'era della Next-Gen, del 3D, dell'Hi-Tech, dei televisori grossi come il monolito di Odissea nello spazio, non c'è posto per voltarsi indietro. I nostalgici sono scomparsi? O forse come dice C.S.Lewis: Davanti a noi stanno cose migliori di quelle che ci siamo lasciati alle spalle? I videogiochi storici sono superati. Superati nel level design, superati nel gameplay, superati nella grafica e superati nelle idee... I videogiochi che hanno fatto crescere ed apprezzare un nuovo mezzo di comunicazione non sono più attuali e soprattutto non lo sono i loro personaggi, troppo vecchi anche solo per essere ricordati dai nuovi videogiocatori, a loro volta troppo giovani per conoscerli. Ecco quindi che tocca a noi vecchi esperti donare una memoria comune a questi poveri ragazzi che altrimenti crescerebbero senza un minimo di cultura personale, e senza speranze di migliorare la loro situazione. Per quelli a cui sta scendendo una lacrima e per quelli che sentono una punta di orgoglio nel cuore, dedico uno speciale sui personaggi storici dei videogame. Tanto per capirci, mi riferisco a quei personaggi che hanno stabilito i canoni videoludici di ieri e di oggi, a quelli stessi personaggi che hanno contribuito a creare un mondo a se stante, e che hanno fatto tanto per i loro successori.
Partiamo dunque dal re dei re, una figura che è rimasta nell'immaginario collettivo senza alcun timore di confrontarsi con gli eroi moderni; sto parlando di Pac-Man, protagonista del gioco omonimo degl'anni '80 uscito su Arcade e pubblicato da Namco. Come molti di voi probabilmente già sapranno, il gioco fu inventato dal Giapponese Tohru Iwatani mentre mangiava una pizza a cui, mancando uno spicchio, risultava una buffa figura dai tratti inconfondibili... Inutile dire che Pac-Man è uno dei capostipiti dei videogiochi, e che ha sempre svolto questo suo ruolo direi egregiamente. La palla gialla è inoltre entrata più volte nel Guinness dei Primati con il titolo di gioco con il maggior numero di installazioni hardware di tutti i tempi.
Al secondo posto si classifica un altro must, più giovane di solo un anno rispetto al predecessore, ha esordito in un gioco che, nonostante lo vedesse nei panni del protagonista, non portava nemmeno il suo nome come titolo. Creato da Shigeru Miyamoto il gioco si chiamava Donkey Kong, e il personaggio era Super Mario. Nato Mario, acquistò il celebre attributo solo successivamente. Inizialmente, in realtà, il nome con cui era stato reso noto il carpentiere, almeno in Giappone, era Mr. Video. Tale nome, però, non fu dichiarato alla sede americana della Nintendo, la quale decise di chiamarlo Mario a causa della somiglianza del personaggio con Mario Segale, il proprietario dello stabilimento Nintendo. Super Mario è stato il primo gioco platform mai creato ed in seguito uno dei primi titoli ad avere una trasposizione tridimensionale (su Nintendo 64). La serie di videogiochi con protagonista l'idraulico italiano è in assoluto quella più premiata in termini di vendite, con una serie che dura ormai dai trent'anni. Direi che questo basta e avanza per sostenere che Super Mario è uno di quei personaggi che ha letteralmente spianato la strada verso il futuro dei videogiochi.
Come dimenticare poi un'altra icona di casa Nintendo: Link, dal videogioco The Legend of Zelda, pubblicato per la prima volta nel 1986 per NES. Il gioco ebbe fin dall'inizio un discreto successo anche se inizialmente era uscito esclusivamente in Giappone, infatti solo nel 1987 fu reso disponibile anche in Europa e in America. Link fu il primo personaggio a non parlar durante il corso delle sue avventure, questo perché secondo il suo creatore, lo stesso di Mario, il giocatore si sarebbe potuto immedesimare meglio nel protagonista. Link inoltre è l'unico personaggio della Nintendo ad essere mancino in alcuni episodi e destrorso in altri. Forse questa figura non detiene il merito di inventore di un genere, ma di sicuro è stata una delle figure più significative del panorama videoludico mondiale di quegl'anni.
La rivale di Nintendo a quell'epoca era SEGA; e proprio per questo motivo la software house decise di creare una serie di punta con protagonista un personaggio che sarebbe divenuto poi un marchio di fabbrica, come Mario lo era per Nintendo, Sonic the Hedgehog. Meglio conosciuto semplicemente come Sonic, apparve per la prima volta nel 1991 con il gioco Sonic the Hedgehog, appunto, sulla console Sega Mega Drive a 16 bit. Fu guerra totale! I giocatori dell'epoca di divisero letteralmente in due schieramenti: chi tifava il porcospino SEGA e chi l'idraulico Nintendo. Nonostante la novità che il gioco con protagonista il riccio blu offriva, una velocità del personaggio impressionante all'interno dei livelli di gioco, a causa di cattive scelte commerciali la mascotte di SEGA ebbe sempre meno seguito fino a non riuscire più a tenere il confronto con il rivale. La serie di Sonic rappresenta comunque un'importante passo avanti nell'evoluzione che i videogiochi hanno avuto, in particolare nello svolgimento, ora più super-Sonico che in passato, ed ha portato grandi profitti a SEGA, vendendo oltre 50 milioni di copie.
Ora facciamo un salto in avanti e arriviamo fino al 1996, che se per alcuni è una data come un altra, per altri rappresenta invece un punto di riferimento della storia videoludica mondiale. In quel lontano anno, infatti, la Eidos produsse un gioco che insegnò agli sviluppatori di tutto il mondo cosa significa vivere alla ricerca di tesori perduti. Tomb Raider: Featuring Lara Croft fu pubblicato per PC, Sega Saturn e l'allora neonata Playstation. Lara Croft era appunto la super sexy, nonostante avesse pochi poligoni a quel tempo, protagonista delle ricerche archeologiche. L'invenzione dell'eroina più celebre dei videogiochi (anche grazie al prosperoso seno donatogli erroneamente dall'autore, che ne aumentò le misure originarie del 150%) viene attribuita a Toby Gard, che fin dall'inizio preferì utilizzare un personaggio femminile piuttosto che di sesso opposto perché ritenuto più adatto alle caratteristiche del gioco, maggiormente indirizzato verso una componente logica rispetto all'azione pura. Tomb Raider ebbe, ed ha tutt'oggi, un gran numero di seguiti, fan e film ispirati al videogioco. E poi, diciamocelo, chi non ama Lara Croft?
Eccoci giunti alla fine di quest'exploit di VIP dei videogame, e anche se so che molti contesteranno la mancanza di diversi altri personaggi che, seppur rilevanti, non hanno il privilegio di essere gli archetipi di novità influenti nella storia dei videogiochi. Concludo inserendo quindi un personaggio risalente al 1987, ma vivo ancora oggi come eroe moderno, è forse uno delle più amate e allo stesso tempo più misteriose figure di sempre. Mi riferisco a Solid Snake inventato dal celebre Hideo Kojima apparso per la prima volta in Metal Gear (il primo gioco della serie non aveva ancora Solid nel titolo). Il soldato vantava una serie di conoscenze di tutti i generi, dalla comprensione ed esposizione di un vasto numero di lingue, a differenti tipi di combattimento corpo a corpo. Metal Gear ha introdotto i giochi di spionaggio come mai nessun altro titolo poteva vantare, privilegiando un approccio stealth piuttosto che l'attacco frontale, anche per esigenze di hardware. Fatto sta che Metal Gear vendette oltre un milione di copie e confermò un genere poco conosciuto all'epoca.
Dopo circa trent'anni di storia videoludica, ancora oggi gli sviluppatori utilizzano le ricette che un tempo si sono rivelate la chiave del successo di titoli divenuti di culto. Il passato insegna a chi oggi ha il difficile compito di progredire mantenendo alte le aspettative dei predecessori e di chi sta crescendo. Gli sviluppatori non riescono sempre in questo tentativo, e non sempre i prodotti di oggi vantano un alto standard di contenuti come avveniva un tempo, ma penso che questo capitolo non sia ancora chiuso, e che ci aspetti ancora molto da vedere, molti giochi da giocare, molti personaggi mitici da conoscere. Chissà, che presto o tardi, non vedremo affiorare un nuovo gioco, magari un titolone in uscita imminente prodotto da EA piuttosto che da Ubisoft con premesse tipo:
MAMMA MIA!
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