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Indie's GAME 3 - Settembre

Chi dice che il rientro dalle vacanze è brutto?

By Nicolò Azzolini, 10/10/2011

Le vacanze sono terminate ed è tempo per ognuno di noi di tornare alla propria occupazione. Ad aiutarci come sempre in questa situazione problematica chiamata rientro troviamo i nostri amati giochi indie. Questo mese infatti parleremo di alcuni titoli davvero promettenti, tra quelli già usciti (di cui ricordiamo Hard Reset e Rock of Ages) e quelli ancora in sviluppo: Fez, The Bridge e chi più ne ha più ne metta! The ones to watch out for! The Cloackwork Man: The Hidden World: avventura grafica punta e clicca con decine di oggetti nascosti. In un'ambientazione vittoriana e steam punk, Miranda e il robottino Sprocket sono sulle tracce di una terra misteriosa e perduta. Team Fortress Arcade: sparatutto bidimensionale a scorrimento ispirato al popolare FPS online di Valve. Presenti tutte le classi, riprodotte con le armi che le hanno rese famose. Per quanto riguarda le modalità, per ora sono disponibili solo il single player e la co op, anche se nel futuro saranno rilasciate le modalità PvP e online. The Binding of Isaac: particolarissimo ed originale sparatutto con visuale dall'alto che mischia vari elementi e temi presi da storie della Bibbia, dalla mitologia e dagli sparatutto classici. La armi a disposizione del protagonista non sono altro che le proprie lacrime (un’idea geniale!). Ogni livello è generato casualmente e al game over è necessario ricominciare dall'inizio. Demolition Inc: Divertente gioco nel quale l'obiettivo è creare quanta più confusione possibile in una pacifica cittadina. Utilizzando vari stratagemmi come mucche esplosive, macchie d'olio e controllo automobili bisognerà guadagnare abbastanza punti distruggendo più edifici possibile. Hard Reset: FPS old school sviluppato da una serie di veterani del genere. Ambientazione futuristica molto curata e dettagliata, armi modificabili tramite svariati upgrade, comparto tecnico di primo livello e ottima interazione con lo scenario. Wasteland Angel: violento gioco action con visuale isometrica. Una giovane donna cerca di sopravvivere in un ostile mondo post apocalittico, difendendosi grazie al proprio mezzo corazzato dotato di mitragliatori. Presenti numerosi boss di fine livello, molte quest da portare a termine, tre fazioni e parecchie devastanti bocche da fuoco. News Settembre si è rivelato un mese abbastanza ricco dal punto di vista delle novità e degli annunci. Innanzitutto possiamo finalmente dire che l'adventure pack previsto per Minecraft è stato finalmente rilasciato. O meglio, una sua parte, visto che in realtà questo grosso update è stato diviso in parti più piccole. Per il momento dunque possiamo provare la patch 1.8 che aggiunge comunque alcuni contenuti interessanti, tra cui sistema alimentare, scatto, colpi critici e modalità creativa. Non molti giorni dopo è stata rilasciata anche una pre 1.9 anche se si è rivelata piuttosto buggata. Passiamo ora a Tiny Bang Story, punta e clicca dalla direzione artistica superba, del quale è ora possibile scaricare gratuitamente la colonna sonora dal sito degli sviluppatori, Colibri Games. Un annuncio importante riguarda il seguito del violento e cartoonesco picchiaduro Shank, vincitore di numerosi premi in ambito internazionale. Shank 2 già da ora promette di riprendere le tracce del predecessore ampliando il gameplay ed il già buon combat system con nuove mosse e nuove abilità. Ritornerà inoltre la tanto apprezzata modalità cooperativa. Per il momento le notizie non sono moltissime, ma nei prossimi mesi vi faremo sapere certamente di più. Una nuova edizione tutta scintillante è stata invece annunciata per l'ottimo Ben There Dan That. Il carismatico punta e clicca dispone ora di numerosi miglioramenti grafici, una colonna sonora e molti bonus tra cui un eBook sulla creazione del gioco, alcuni poster da stampare, tracce audio e suonerie a tema. Considerando che tutto questo può essere vostro a poco più di 2 €, non approfittarne potrebbe essere un errore; il gioco infatti adotta il pay what you want con un minimo di due euro e mezzo. Chiudiamo questa sezione con un divertente aneddoto. Gli sviluppatori indipendenti TinyBuild hanno rilasciato una versione del proprio titolo “no time to explain su un sito di torrent. Chi ha provato a scaricarla ha dovuto fare i conti con un gioco buggatissimo e si è trovato ogni personaggio del gioco con indosso un cappellino da pirata. Se questo metodo sia riuscito a invogliare i pirati all'acquisto del gioco, ciò non è dato saperlo, ma resta pur sempre un metodo alternativo e quantomeno divertente al tanto odiato DRM. Uno sguardo al futuro! FEZ, Mirage Prototype, The Bridge: tre titoli così diversi, eppure con un comune denominatore, l'originalità. La particolarità è che ognuno di essi mostra questa qualità in una maniera differente. Cosa aspettate dunque a tuffarvi nella lettura delle seguenti anteprime per scoprire dove si cela questa originalità? FEZ di polytroncorporation FEZ è un platform molto particolare. Prendiamo Gomez, il piccolo personaggio protagonista della storia. Si muove molto agilmente attraverso i vari livelli bidimensionali dell'ambientazione, un mondo che sprizza carisma e 16bit da tutti i pori. Si trova davanti un ostacolo insormontabile, non può proseguire. Cosa dovrebbe fare? Potrebbe provare a cambiare punto di vista. Si cambia l’angolazione della visuale e l'ostacolo è superabile! Cosa significa? Significa che FEZ è dannatamente geniale. A volte basta davvero una minima idea per dare vita a progetti incredibilmente originali. FEZ è infatti il primo gioco che sperimenta una visuale 2D incrociata. Ovvero è possibile muoversi lungo due assi perpendicolari tra loro, che si invertono alla pressione di un semplice tasto. Questo semplicissimo stratagemma è in grado di rivoluzionare completamente il genere dei platform bidimensionali, dato che il gameplay classico viene stravolto interamente. Per quanto riguarda l'aspetto estetico, FEZ appare fin da ora un piccolo gioiello, un tributo ai giochi dei tempi che furono una vera e propria dimostrazione da parte degli sviluppatori di un gesto d'amore nei confronti dei videogames. Nonostante l'utilizzo di pochi pixel, i mondi creati sono pieni di dettagli e di animazioni, cosa che li rende pieni e vivi. L'aggiunta poi delle due assi di spostamento, che creano un effetto di finto 3D, mostra un level design ammirevole. Le potenzialità di questo gioco sono davvero immense, vedremo se sarà in grado di sfruttarle appieno. Per il momento sembra che FEZ sia già sulla buona strada, vista la candidatura agli IndieCade e il conseguimento degli Audience Choice Award ai Fantastic Arcade tenutisi ad Austin, Texas e il premio di Excellence in Visual Art award agli Independent Games Festival nel 2008. Per il momento l'unica piattaforma prediletta è la console Microsoft XBOX 360, che vedrà FEZ su XBLA nel primo trimestre del 2012. The Bridge di Ty Taylor e Mario Castaneda The Bridge è un titolo davvero interessante. Svegliatosi a causa di una mela cascatagli in testa, un uomo senza nome si trova a viaggiare in luoghi ai limiti dell'assurdo. Questo avviene poiché l'ambientazione ricorda molto i capolavori dell'artista Escher (non è un caso che lo sfondo utilizzato richiami il paesaggio di fondo di una delle sue opere più famose: Waterfall). Così come nei disegni del grafico olandese, ogni cosa sembra disegnata a matita o incisa e rappresenta luoghi impossibili o ai limiti del possibile. La particolarità di ogni mondo è che la gravità non si comporta in maniera usuale. Lo stesso trailer afferma che: dove le leggi sono assenti ci sei solo tu. L'uomo può infatti camminare sulle pareti e sul soffitto, dato che il mondo può ruotare su se stesso assecondando i movimenti del protagonista. Non tutto è però così semplice come sembra: già dopo pochi livelli ci si imbatte in rompicapi davvero folli e impressionanti, cose in grado far diventare matto il giocatore, non solo perchè il level design fa molto affidamento sui mondi impossibili, illusioni ottiche e sulle stranezze della percezione e della prospettiva ma anche perchè esistono alcuni oggetti che si muoveranno di conseguenza alla rotazione del mondo, oggetti indispensabili per il superamento del livello. Come se non bastasse, il gioco presenta due versioni del mondo, una a scala di grigi e una bianca. Per entrare in una porta bianca si potrà entrare solo dopo che l'uomo ha superato il portale adatto al passaggio al mondo bianco: in questo modo non potrà essere ferito dai pericolosi ma utili massi in scala di grigi. Le due versioni sono quindi coesistenti: l'abilità sta nel trovare un modo di sfruttare i passaggi di mondo per evitare di volta in volta gli ostacoli o per trovare le chiavi necessarie al superamento del livello. Sebbene il gioco sia già praticamente ultimato, non si sa ancora molto sulla data di uscita. Le premesse per un ottimo puzzle game tuttavia ci sono tutte sin da ora. Mirage Prototype Ma che diavolo...?. Queste sono le prime parole che ci sono venute in mente dopo aver visionato il trailer di Mirage Prototype. Non perché sia un trailer particolarmente evocativo o strambo, ma per i contenuti stessi mostrati. Come idee del genere siano venute allo sviluppatore Mario von Rickenbach noi proprio non riusciamo a spiegarcelo. Un vecchio cappello subacqueo, nello specifico una bella tuba, incontra sul suo cammino un piede solitario, decidendo così di farlo proprio. Grazie a questo è in grado di nuotare in lungo e in largo nelle profondità marine. In profondità è parecchio buio, ma appena il nostro strambo protagonista acquisisce un occhio trovato per caso, ecco che la vista non è più un problema. Se già così il concept di base risulta altamente originale, quello che proprio non ci aspettavamo di vedere sono state l'ambientazione e la grafica che sembrano essere uscite dritte dritte da un quadro surrealista, tanto che lo stesso Salvador Dalì ne sarebbe fiero. Il gameplay sembra ricordare per il momento la fase cellulare di SPORE: il cappello può acquisire varie parti del corpo umano, modificando in questo modo la percezione del mondo che lo circonda. Dal trailer ancora non si è capito molto di più sul gameplay di Mirage Prototype, ma siamo più che certi che giochi più originali di questo si possano contare sulle dita di una mano. Lo sviluppatore svizzero non ha ancora annunciato piattaforme o data di rilascio. Le sue parole sono state infatti: il gioco sarà pronto quando sarà pronto. Noi non vediamo l'ora di saperne di più. L'indie del mese: Rock of Ages Perchè creare dal nulla con grande dispendio di energie quando la storia e la cultura stesse forniscono un archivio impressionante di situazioni e personaggi? Questo probabilmente si sono detti i ragazzi di Ace Team pensando a come sviluppare il proprio prodotto. Detto fatto, è stato sufficiente prendere in prestito da affreschi, tele e vasi antichi le raffigurazioni più famose di alcuni dei personaggi che hanno dato un grande contributo alla storia per creare un background narrativo originalissimo e di grande effetto. Il protagonista vero della storia è però Sisifo, personaggio della mitologia greca, primo re di Corinto e uomo dalla grande scaltrezza. Poiché osò sfidare gli dei, venne costretto a spingere un grosso masso fino alla cima di un monte: ogni volta che questo accadeva però, il masso rotolava di nuovo a valle, costringendo Sisifo a rifare il percorso da capo. Perchè questa lezione di mitologia greca, direte voi? Lo scoprirete presto. Dopo innumerevoli tentativi fallimentari, finalmente Sisifo decide che ne ha abbastanza: la sua ancora di salvezza è proprio il masso, suo fardello fino a quel momento. Facendo rotolare il masso ad alta velocità lungo il pendio, riesce a distruggere le porte che lo tengono prigioniero, ma quello che si trova ad affrontare non è un viaggio semplice. Dovrà attraversare secoli di storia e decine di luoghi diversi per poter fuggire. Questa è dunque la storia principale che fa da cornice narrativa al prodotto di Ace Team. Ogni livello di gioco è contraddistinto da un personaggio storico particolare e da una ambientazione unica. In tutto i livelli si dividono in cinque categorie, ovvero i cinque periodi storici attraverso i quali Sisifo dovrà passare in compagnia del suo fedele masso: antichità, medioevo, rinascimento, barocco e romanticismo. All'inizio di ogni sessione un breve filmato introduce al nemico di turno. Siamo seri nel dire che queste clip sono l'aspetto più riuscito del gioco. Non solo ogni scenetta è intrisa di un fenomenale umorismo alla Monty Python, ma lo stessa realizzazione grafica è in grado di strappare più di un sorrisetto. Come dicevamo prima infatti, tutti i personaggi sono raffigurati come sprite animati bidimensionali in un effetto che ricorda i teatrini con le marionette di carta. Vedere Platone e Aristotele resi famosi da Raffaello nella scuola di Atene uscire come zombie dalle tombe spaventando tutti a morte non ha prezzo. Se poi aggiungiamo le divertenti vocine, le risate sono assicurate. Per non parlare delle citazioni o dei riferimenti: è capitato di vedere un fallimentare Leonida urlare la frase resa celebre dal film 300: questa è Sparta!, così come è capitato di vedere un Carlo III, impegnato nella caccia, ma in perfetto stile DOOM. Per quanto ci riguarda, più che i vari punteggi assegnati a fine livello, la vera ricompensa per il superamento di una sessione è sempre stata la possibilità di gustarsi la scenetta successiva. Questi personaggi non solo vengono usati nei video, ma fanno da contorno a tutta la produzione: sono presenti sia come sfondo nei menu di gioco, sia nelle opzioni. Il gameplay è essenzialmente diviso in due fasi, una d'azione e una strategica. Nella fase strategica, che si disputerà all'inizio e come intermezzo tra una discesa e l'altra, toccherà costruire come in un tower defence le difese opportune per fermare o rallentare la discesa del masso nemico: anche se inizialmente pochi, gli strumenti a disposizione sono molti e variegati. E' possibile piazzare mucche, elefanti, barili di esplosivo, torri e catapulte, giusto per citarne alcuni. Non tutto è però così semplice, visto che solo in alcune zone è possibile costruire le proprie difese con i soldi accumulati distruggendo edifici e difese nemiche con il masso. La parte d'azione infatti prevede il controllo diretto del masso, con l'obiettivo di arrivare alle porte nemiche con velocità e massa adeguate. Esistono inoltre massi di diverso tipo, che previo pagamento di una certa somma di denaro forniscono bonus interessanti: il sasso infuocato infligge più danni, quello angelico può effettuare un doppio salto, quello chiodato è più resistente e quello nero permette di diminuire le zone su cui il nemico può costruire difese. L'avversario si comporta esattamente come il giocatore: finita la fase di costruzione di difese, parte alla carica con il proprio masso finché non riesce a distruggere il portone finale. L'IA è di buon livello e permette sfide sempre accese ma mai frustranti: si dimostra insomma come un avversario umano di medie abilità. Il principale problema riguarda il bilanciamento: la massa e la velocità del masso non sono poi così influenti, facendo si che sia sempre necessario colpire il portone avversario per tre volte per poterlo distruggere. In questo modo dunque il fattore tempo diventa forse eccessivamente fondamentale, cosa che in qualche modo sminuisce l'approccio strategico al gioco. Sono presenti anche alcune , che vedono l'entrata in gioco degli unici personaggi modellati in tre dimensioni. Solitamente è sufficiente capire il metodo per colpire ogni personaggio e il gioco è fatto. Si poteva fare qualcosa di più in questo senso, ma queste boss fight riescono a spezzare momentaneamente il classico gameplay. I comandi sono perfettamente funzionanti e reattivi, sia per quanto riguarda il mouse che la tastiera. Ogni scenario è piuttosto breve: di media la durata di una partita è di circa 8 minuti, ma questa mancanza viene sopperita dall'alto numero di scenari a disposizione. Oltre alla campagna singolo giocatore sono previste diverse altre modalità in singolo e in multiplayer. In ogni caso il gioco è piuttosto corto e non presenta una elevatissima dose di rigiocabilità. Tuttavia il prezzo al quale viene venduto, circa sette euro, giustifica pienamente l'acquisto. In conclusione Rock of Ages è un gioco perfettamente riuscito dal punto di vista dell'estetica e dell'umorismo di fondo. Il gameplay è molto divertente ma sostanzialmente monotono e poco bilanciato: è l'ideale giocato in brevi sessioni da tre o quattro livelli per volta. Da provare. E quindi uscimmo a riveder le stelle...” E fu così che si concluse il terzo numero di questa rubrica. Come ormai di consuetudine vi ringraziamo per aver letto questo articolo e vi diamo appuntamento al numero di Ottobre. Anche se non dovremmo farlo, vi anticipiamo fin da ora che il prossimo sarà un articolo speciale, poiché tratterà della manifestazione dell'IndieCade 2011 con sguardi approfonditi ai vincitori e non, e parlerà dei vantaggi e svantaggi economici legati ad uno sviluppo indipendente. Alla prossima!


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