Intervista a Lorenzo Cavalca della rivista Computer Idea
Il giovane redattore si confida a GAMEPLAYER
By Michele Prontelli, 22/01/2011
GAMEPLAYER.IT e' lieta di offrire ai nostri numerosi lettori una nuova e interessante intervista effettuata ad un collega del settore, per scoprire ancora di piu', cosa significa il termine videogames nel 2011 all'interno della stampa cartacea. Lorenzo Cavalca, redattore area videogames della rivista COMPUTER-IDEA, si e' sottoposto alle mie domande, instaurando così, anche un rapporto di amicizia tra appassionati videogiocatori... continuate a leggere per scoprire tutti i dettagli.
>Ceppa: Come e' iniziata la tua carriera in ambito lavorativo-videoludico?
Beh direi che è inziata per caso. La mia storia videoludica è cominciata
quando i miei genitori mi hanno regalato un Commodore vic- 20. Non l'ho usato granché: preferivo passare i pomeriggi da un amico che aveva il Comodore 64 e una quantità spropositata di giochi con i quali, mi ricordo, ho passato giorni indimenticabili. Poi vuoto totale fino ai primi anni '90 quando ho iniziato a giocare a Doom e alle avventure della LucasArts sul Mac comprato per scrivere la tesi. Intorno al '95 ho acquistato, per giocare, il primo PC e passato notti intere a giocare a Doom, Duke Nukem, Quake, Warcraft, Starcraft. Mi ricordo che una domenica-notte non sono andato a dormire: ho cominciato a giocare a Warcraft 2 alle 22:00 e smesso alle 8:30 quando sono andato alla stazione per prendere il treno per Milano dove frequentavo un corso post-laurea alla Università Cattolica: in viaggio ho dormito tutto il tempo... mi ricordo che sempre in quel periodo (la seconda metà degli anni '90) avevo un gruppo di amici con il quale passavo il venerdì sera a giocare agli sparatutto presso un internet café che aveva una dozzina di computer collegati in rete locale... che spasso! Poi tramite un mio collega della scuola ho iniziato a scrivere di videogiochi per la defunta rivista Zeta e continuo a farlo tutt'ora.
> Ceppa: In tutti questi anni passati a recensire ed osservare le novita' del settore videoludico, che idea ti sei fatto dell'intrattenimento digitale?
Due sono le sensazioni prevalenti: la prima è che i videogame
siano ancora trattati dal grande pubblico e da molta stampa generalista come un prodotto per bamboccioni, un divertimento per ragazzi o adulti che non sono cresciuti e non come un medium con una sua dignità e capace di vette artistiche notevolissime. La seconda è che nonostante i giochi abbiano ancora la possibilità di innovare, molti studios preferiscano puntare sul sicuro, fare il compitino e proporre prodotti poco originali, o addirittura, troppo spesso, schifezze piene di bug o titoli che durano una manciata di ore.
> Ceppa: Come vedi il futuro in questo delicato settore? Prevedi anche te un'affermazione del Digital Delivery a sfavore del buon vecchio negoziante di fiducia?
Se si guarda quello che accade in altri mercati, penso a quello della musica, del noleggio/acquisto di film e degli ebook, suppongo che il Digital Delivery si affermerà anche nel settore dei videogames. Dubito che nel medio periodo si sostituisca in toto alla vendita tradizionale on-line o off-line (quella del così detto pacchettizzato insomma) che resterà ancora per un po' il canale trainante per il settore
> Ceppa: Come e' cambiata la realta' di una rivista cartacea di settore nel 2011? Cosa si prevede per l'immediato futuro?
Rispetto all'anno passato non cambierà granché, ma è cambiato tutto
rispetto a dieci anni fa: il mercato editoriale italiano si è in pratica dimezzato. Molti giornali, fumetti, riviste, periodici sono scomparsi dalle edicole. La pubblicità scarseggia si salvano ancora i prodotti di qualità, ma non so quanto potranno continuare a durare. Per fortuna che c'è l'online che anche in questo caso tira il settore...
> Ceppa: In una congiuntura economica come quella che stiamo vivendo, quali sono, secondo te le misure da prendere (parlando per l'industria videoludica) per continuare a navigare in acque tranquille?
Stando ai numeri, il settore dei videogame nel 2010 non se l'è passata
benissimo. Negli USA, il cuore di questa industria, il giro d'affari dei giochi ha perso il 6% e quello delle console il 13%. Certo la Xbox 360 vende sempre bene e si sono affermati altri prodotti alternativi come l'iPod (soprattutto il modello Touch) utilizzati come piattaforma per giocare... in Italia le cose dovrebbero andare un po' meglio (l'Aesvi a quanto mi risulta non ha ancora comunicato i dati del 2010) ma si tratta di un mercato infinitamente più piccolo. Per rilanciarsi l'industri videoludica non può che puntare sulla qualità e sulla lotta alla pirataria. Basta ai giochi incompleti, che durano poco. Stop alle iniziative che lucrano sui contenuti da comprare dopo l'acquisto... produttori e sviluppatori devono puntare su prodotti completi, finiti e divertenti. Se compri un gioco ben fatto e che ti piace, dopo sei anche disposto ad acquistare espansioni e DLC a pagamento. Sembra una banalità, ma basta guardare quali titoli riempiono gli scaffali dei negozi per accorgersi che il mercato è pieno di prodotti inguardabili anche dai nomi altisonanti...
> Ceppa: Una domanda piu' da videogiocatore... Quale e' il tuo titolo preferito e la tua console preferita?
La risposta alla console preferita è facile: la Xbox 360. Non ho mai
avuto una PlayStation (avevo la mitica Dreamcast e ho ancora le ultime 4 console di Nintendo). Non so perché ma non ho un buon rapporto con la console di Sony forse perché non ne ho mai posseduta una...Non ho un gioco preferito, ma un gruppo di giochi che mi sono entrati nel cuore: Toca Race Driver, the Longest Journey, Quake 3, Indiana Jones e il destino di Atlantide, Tomb Raider, Morrowind, Serious Sam, Duke Nukem, Starcraft, Warcraft (1, 2 e 3), Age of Empires, Alone
in the Dark, il misconosciuto Dark Earth, Fifa 97, Supreme Commander, Max Payne... per console super Mario (per il Nintendo 64) Virtua Tennis e Soulcalibur (per la Dreamcast), Metroid Prime, Zelda the Wind Waker, Star Fox (per Gamecube) Project Gotham, Top Spin, Halo, Cod Modern Warfare, Perfect Dark Zero, Gears of War 1 & 2 (per Xbox e Xbox 360), the Legend of Zelda (Wii), mi fermo perché credo di essere andato troppo oltre...
> Ceppa: Puoi illustrarci, brevemente, un tuo pensiero sulla situazione ludica italiana? facendo magari anche un raffronto con il recente passato?
Il mercato è cresciuto enormemente rispetto a una decina di anni fa, e
credo che non ci possiamo lamentare. Se però per situazione videoludica si intende anche quella degli addetti ai lavori, il discorso è completamente diverso. Pollice verso sia dal punto visto produttivo sia da quello editoriale. Con l'eccezione di Milestone e Archematica, il panorama è desolante: non ci sono software house. Halifax e la italo-spagnola Fx Interactive fanno un buon lavoro come produttori, credo che vendano anche benino, ma non hanno blockbuster in catalogo. Insomma siamo messi male e non vedo cambiamenti all'orizzonte. Dal punto di vista editoriale l'offerta è piuttosto ricca, soprattutto on-line ma a mio giudizio professionalmente quasi mai all'altezza. Insomma la maggior parte delle recensioni in Rete sono fatte da appassionati, dilettanti allo sbaraglio pagati poco e niente. Si tratta in genere di persone che scrivono di quello che loro piace, guidati più da passione viscerale che dall'idea di fare un servizio ai lettori. Ovviamente si tratta di una linea scelta dagli editori che così facendo cercano di far quadrare i conti, ma non è una politica vincente... Magazine online e riviste cartacee sono talvolta sotto il ricatto dei grandi distributori, che minacciano di togliere la pubblicità in seguito alle recensioni negative e fanno pressioni indebite. Non tutti hanno la volontà e la capacità di resistere... Leggere quindi recensioni obiettive è difficile, ma leggerne di ben scritte è ancora più raro. Nel calderone della stampa videoludica, inoltre c'è la cattiva abitudine di considerarsi dei guru per il semplice fatto che si scrive di videogiochi: non so se è una rivalsa per la scarsa considerazione che la stampa generalista e il grande pubblico dedicano a chi scrive di videogames ma è un atteggiamento poco utile e un'attitudine che non mi piace. Penso anche che a noi recensori videoluci manchino poi dei riferimenti adeguati. Non abbiamo modelli del passato ai quali ispirarsi: non abbiamo come invece ha chi si occupa di musica e fumetti un Beppe Riva che scrive delle impareggiabili recensioni di dischi Rock, né un Michele Serra che recensisce fumetti in modo straordinario, né per restare in ambito videoludico un Randy Sluganski italiano. Insomma sono pochi i recensori di videogiochi bravi e convincenti. Mi vengono in mente Andrea Maselli e Vincenzo Beretta (non so Beretta scrive sempre di giochi o si è dedicato esclusivamente ai fumetti).
> Ceppa: Il tuo, personale, bilancio del 2010 e come vedi questo 2011 appena iniziato?
Sono ottimista, il 2010 è andato abbastanza bene e spero che il 2011
vada ancora meglio.
> Ceppa:Un tuo giodizio sulla nostra rivista GAMEPLAYER.
L'idea della rivista cartacea scaricabile agganciata al sito è intrigante. il magazine è ben fatto: ha un bel design ed è colorato al punto giusto. Vi faccio solo un'annotazione: siate cattivi, ovvero obiettivi e critici, nelle recensione e pensate a chi sgancia 30 euro (o più di 60 euro per i titoli console) per comprare un gioco.
> Ceppa: Per concludere... un aneddoto da raccontare ai nostri appassionati videogiocatori. Qualcosa di simpatico accaduto all'interno della redazione...
Mi ricordo che quanto uscì World of Warcraft, metà della redazione era
impazzita del tutto: non solo molti colleghi giocavano fino a notte fonda, ma il giorno in redazione appena arrivavano non facevano altro che raccontare quanto era coinvolgente il gioco, quali missioni avevano fatto, chi avevano incontrato e cosa era accaduto. Tutti gli altri dipendenti (lavoravamo in un open-space) li guardavano come se fossero dei marziani, scuotevano la testa. Qualcosa di simpatico mi è anche accaduto frequentando conferenze stampe dedicate alla presentazioni di videogiochi. Una persona fantastica è Bruce Shelley che incontrai quando promuoveva Age of Empires 2. Ricordo che mi attaccò un bottone di 40 minuti raccontandomi quante cose si potevano fare con le unità-base, quelle dedicate alla raccolta di risorse...
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