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La classifica dei migliori giochi... catastrofici!

Ma si, buttiamoci sul genere apocalittico stasera!

By Lorenzo Pace, 04/01/2011

Ho visto cose... Non bastava più crivellare di proiettili soldati sui campi di battaglia ampiamente rasi al suolo in giochi quali Call Of Duty o Medal of Honor, neanche vagare per città straordinariamente realistiche come quella di Grand Theft Auto IV. Da qualche anno a questa parte, il panorama videoludico mondiale è stato letteralmente invaso da titoli caratterizzati dall’azione frenetica e ambientazioni in pieno stile apocalittico, e visto il successo che hanno riportato sembra che dovremo (fortunatamente) convivere in futuro con sequel di questi spettacolari prodotti. Tra bombe nucleari e invasioni aliene, le case produttrici di questi videogiochi non sembrano assolutamente soddisfatte, tanto da prometterci e regalarci avventure sempre più al limite della nostra immaginazione, coniate con elementi tecnici sfiziosi e curati in modo maniacale. Ovviamente, tali ambientazioni sono completamente dedite all’azione, e non pensate che girerete per questi mondi (quasi) interamente distrutti con al vostro fianco la vostra sola capacità diplomatica. Prendete piuttosto un bel fucile a canne mozze, e gettatevi nell’occhio del ciclone! Ecco dunque la classifica dei 5 migliori giochi d’ambientazione apocalittica appartenenti alla categoria della next-gen: 5) GEARS OF WAR, XBox 360 – PC, 2006 Come? Gears of War solo al quinto posto? Credetemi, dal 2006 ad oggi ci sono state evoluzioni strabilianti e miglioramenti eccezionali, anche se forse questo titolo meriterebbe una posizione più alta. Pare ieri, ma sono passati ben 4 anni dal titolo che ha lanciato la console della Microsoft verso l’affermazione nel campo dei videogiochi. Alzi la mano chi possiede un’Xbox 360. Bene. La alzi ora chi possiede questo strepitoso titolo. Bene, siete quasi gli stessi di prima… Molti possessori di PlayStation 3 storcono la bocca di fronte a questo titolo, adorando non certo segretamente il proprio Metal Gears Solid 4: Guns of the Patriots. La verità è che provano un estremo rammarico a non poter assaporare una minima briciola del divertimento che può regalare un titolo del calibro di Gears of War… Questo gioco ha letteralmente posto un confine stabile fra i titoli mediocri e quelli rasentanti la perfezione, portando su Xbox 360 una grafica straordinaria lontana da ogni genere di pecca, un audio strepitoso ed una trama sorprendentemente accattivante. Il genere umano è minacciato da un’invasione di locuste armate fino ai denti? Non c‘è problema, noi abbiamo la squadra Delta. Capeggiata dal coriaceo Marcus Phoenix e composta da personaggi dal profilo psicologico ben delineato, questa elite ha tutte le carte in regola per fronteggiare l’intero esercito delle locuste. Il sistema di copertura innovativo ha inserito all’interno del gioco una componente tattica ben congeniata, ovviamente concatenata a un frullato ad altissimo concentrato di azione e proiettili, il tutto condito da esseri mostruosi e (idealmente) appartenenti al mondo dell’horror senza alcuna pietà. Cosa volete di più? Armi super-tecnologiche? Ci sono anche quelle ovviamente, alcune talmente potenti da radere al suolo un’intera zona. La Epic Games, oltre tutto, non ci fa mancare un multiplayer online strutturato in modo discreto ed una campagna cooperativa dall’alto tasso di divertimento. Se ancora non avete provato questo titolo rimediate subito, e non ve ne pentirete. Se invece siete possessori di una console Microsoft e di questo straordinario gioco tenetevelo stretto, perché pochi prodotti del campo dei videogiochi sanno divertire come riesce a farlo Gears Of War. 4) DEAD SPACE, PlayStation 3 – XBox 360 – PC, 2008 Pensateci bene: superficialmente questo titolo potrebbe sembrare poco attinente con questa classifica, ma avete mai provato la sensazione di trovarvi in una gigantesca stazione d’ancoraggio fluttuante nello spazio, da soli, senza alcun contatto con l’esterno e con i sistemi di comunicazione e di alimentazione completamente inutilizzabili? La mia mente stenta a trovare qualcosa di più catastrofico, soprattutto per quanto riguarda l’ambientazione. La Visceral Games, nel 2008, ha mandato in pasto alla critica una creatura assolutamente allo sbaraglio, ma con tantissime ambizioni. Ma se l’obiettivo della EA era stupire i videogiocatori di tutto il mondo con un titolo fresco, innovativo e tecnicamente quasi impeccabile, ci è riuscita nel migliore dei modi. Lasciate stare i classici Resident Evil o i più recenti SIlent Hill, nello spazio nessuno vi sentirà gridare. Anche se pensate di essere assolutamente temprati dalle serie ludiche sopracitate, non sottovalutate questo titolo. L’ambientazione è fredda e sinistra, come esige un survival horror che si rispetti, ma mai come in Dead Space la tensione gioca un ruolo determinante. Il nostro personaggio è Isaac Clarke, un ingegnere mandato sull’USG Ishimura per ripristinarne i sistemi di comunicazione in seguito a una loro misteriosa sospensione… mai scelta si rivelò più sbagliata. Il nostro alter ego, penetrato nel cuore della nave, troverà un paesaggio desertico e tetro dovuto alle continue incursioni dei necromorfi, esseri alieni ostili che tenteranno di farvi a pezzi in ogni modo possibile. Come sopravvivere? Isaac troverà la soluzione in una delle prime stanze che percorreremo nel primo capitolo del gioco, dopo essere sopravvissuto all’attacco di uno dei terrificanti mostri: “Cut off their limbs”, ovvero, “Taglia i loro arti”. Chiaramente, è impresso sul muro con un’ingente quantità di sangue umano. Le armi a disposizione di Isaac, infatti, saranno totalmente armi al plasma destinate al taglio, che recideranno per nostro conto gambe e braccia dei mostruosi necromorfi. Dimenticate lo pseudo-survival horror caratteristico di Gears Of War, capace di dare tanto divertimento, ma poca tensione degna di un titolo di questo genere, e immergetevi in un mondo off limits per i deboli di cuore, rinforzato da una trama interessante e un comparto tecnico superlativo, soprattutto per quanto riguarda la terrificante colonna sonora. Il senso di claustrofobia dettato dalle stanze anguste ed illuminate ad intermittenza sarà farcito di attacchi a sorpresa e di una tensione mai ottenuta da alcun titolo in precedenza, regalando attimi di puro panico di fronte al vostro televisore. La sensazione di essere abbandonati da tutto e da tutti, all’interno di una nave completamente ostile a voi per illuminazione e “ospiti” non farà altro che aumentare la quantità del vostro sudore freddo. Se vi sentite spavaldi, gustatevi questo titolo stupefacente in una stanza totalmente buia e silenziosa, e immergetevi nei tetri cunicoli dell’USG Ishimura alla ricerca di una verità che difficilmente avreste creduto nell’incipit di Dead Space. 3) METRO 2033, XBox 360 – PC, 2010 Un’altra esclusiva per le piattaforme Microsoft da tenersi stretta al petto quando ci sentiamo tediati dalla montagna di nuove uscite per le console next-gen. Se al pomeriggio non avete programmato un’uscita con i soliti amici, consiglio una full-immersion di questo titolo assolutamente superlativo. Stavolta, ci troviamo di fronte a un prodotto dallo scenario apocalittico in tutto e per tutto. Anno 2033: il mondo è stato completamente raso al suolo da un devastante ordigno nucleare, e nel quel di Mosca gli uomini sono costretti a vivere nelle varie stazioni della metropolitana, in cui regna il terrore dovuto alle continue incursioni di creature mostruose che popolano gli oscuri cunicoli del sottosuolo moscovita e dai Tetri, che sin dall’inizio del gioco vengono indicati come i “Novi Homines”, ovvero coloro che hanno vinto la battaglia per il dominio del globo terrestre, ereditandone il completo controllo. Il nostro personaggio, Artyom, vive in una delle stazioni del nord di Mosca, ma verrà incaricato da un uomo misterioso, chiamato Hunter, di compiere un viaggio di vitale importanza attraverso le innumerevoli insidie celate dai tetri binari della metropolitana. La trama, per quanto possa sembrare lineare e banale nei primi tratti, diventerà via via sempre più avvincente, complice il celebre romanzo omonimo apprezzato in tutto il mondo di Dmitry Glukhovsky. Ancora una volta, l’atmosfera creata dall’oscurità infinita regnante nei cunicoli della metropolitana di Mosca sarà un concentrato di pura tensione, con il quale la THQ è riuscita a trasmettere in modo pressoché perfetto la disperazione provata dai pochi uomini sopravvissuti all’inverno nucleare. Oltre ai mostruosi esseri che popolano il sottosuolo moscovita, vi troverete ad affrontare una sezione del gioco, quasi a sottolineare l’infinita scelleratezza degli uomini, in cui alcuni dei pochi superstiti, invece di unirsi l’un l’altro per la reciproca sopravvivenza, si scontrano fra di loro in una guerra che contrappone ideali fascisti e comunisti. Le armi a nostra disposizione per farci strada nell’ostile e gelido sottosuolo saranno molteplici, e vanno dai fucili a canne mozze a quelli di alta precisione, insieme ad alcune piccole migliorie degli stessi, oltre a coltelli da lancio e revolver dall’alta cadenza di fuoco. Interessante è l’uso delle maschere quando si giunge in superficie, vista la presenza di sostanze irrespirabili nell’aria che causano la morte in pochi secondi. Dovremo munirci di volta in volta di un abbondante numero di filtri per essere sicuri di poter portare a termine ogni missione, e la sensazione che dà l’affannoso respiro di Artyom in concomitanza con il termine della vita del filtro ha un che di angosciante. La furtività spesso si rivelerà un’arma dai grandi risvolti positivi, con la quale potremo eludere le difese avversarie per concentrarci su uno scontro successivo. Per quanto riguarda il comparto tecnico, ci troviamo forse di fronte al miglior titolo per Xbox 360 del 2010: l’agghiacciante colonna sonora riempirà alla perfezione i nostri viaggetti nella metro, e la grafica raggiunge livelli mai visti in precedenza, producendo effetti quasi perfetti, soprattutto nell’ambito delle animazioni facciali. Gli scenari sono quanto di più cupi avrete mai visto, e sono realizzati con una grande intelligenza, in modo particolare se pensiamo ai percorsi da seguire per portare a termine un livello. L’unica grande pecca di questo gioco, cosa che si presenta nella fattispecie nella versione per pc, è costituita dai requisiti minimi davvero elevatissimi per essere goduto in modo soddisfacente, insieme ad una complessità nell’abbattere i nemici riscontrabile sin dalle prime schermaglie di gioco, anche alle difficoltà inferiori. Tuttavia, se volete sparare (e anche spaventarvi) insieme ad Artyom in questa strabiliante avventura post-apocalittica non aspettate un momento di più: aggiungete questo stupefacente titolo al vostro repertorio videoludico, non ve ne pentirete. 2) FALLOUT: NEW VEGAS, PLayStation 3 – XBox 360 – PC, 2010 La catastrofe approda a Vegas. New Vegas. Dopo il successo straordinario riportato da Fallout 3, Bethesda ci prova ancora con un sequel dalla nuova trama accattivante e travolgente, affiancata da una giocabilità praticamente infinita e ad una longevità immensa. Poche novità, in gran parte consistenti nel gameplay, ma tanta voglia di bissare il trionfo del terzo capitolo della serie. Dalla fredda Washington DC ci spostiamo nel rovente Mojave, territorio del Nevada caratterizzato dalle interminabili distese di sabbia e una quantità enorme di scorpioni… radioattivi. Tante, tantissime armi e un numero di missioni complessive superiore a 100 fanno di New Vegas un titolo da vivere fino in fondo, esplorando fino all’ultimo granello di sabbia il territorio desertico in cui il nostro protagonista, un corriere incaricato di portare a Primm un pacco di vitale importanza, incontra miriadi di difficoltà e di creature mutate. L’eterna lotta fra fazioni rivali sembra doversi concludere insieme alla prossima battaglia alla Hoover Dam, diga dalla grande importanza strategica occupata dall’RNC. La Legione di Caesar ha ormai radunato l’esercito necessario per sbaragliare le forze della Repubblica della Nuova California: sta alla nostra coscienza decidere se aiutare l’una o l’altra fazione, o schierarci in un terzo angolo per far valere il nostro carattere, magari con l’aiuto di qualche compagine alleata. Se in Fallout 3 abbiamo potuto ammirare le rovine di una devastata Washington DC, stavolta troveremo una città, New Vegas, interamente piena di vita, costituita ancora da casinò funzionanti che offrono i migliori servizi della strip, che vanno dal gioco d’azzardo alla prostituzione. Le minacce costituite dai nuovi avversari saranno molto più ostiche di quelle del precedente capitolo, soprattutto se sceglierete di affrontare la difficile sfida costituita dalla modalità Hardcore, in cui il protagonista avrà bisogno di nutrirsi come un vero essere umano, oltre ad essere rinvigorito in un periodo di tempo più o meno ampio dagli stimpack, al contrario dei soliti effetti immediati che essi comportano. Senza andare a intaccare minimamente la grafica, i ragazzi di Obsidian si sono divertiti a scegliere un’altra serie di canzoni in stile country- western perfettamente adatti allo scenario del Mojave. Fate bene le vostre scelte, e vivrete una delle avventure più trascinanti che un videogioco può regalarvi. Arrivati a questo punto, manca la posizione numero uno. Chi poteva occuparla, se non… 1) FALLOUT 3, PlayStation 3 – XBox 360 – PC, 2008 Ho sempre avuto un debole per i primi capitoli. Già, perché sebbene questo sia uno degli ultimi prodotti della celebre saga videoludica di Fallout, ha portato così tante innovazioni da dovere essere considerata come l’inizio di una serie a sé stante. Washington DC, anno 2277. Dopo 200 anni dallo scoppio della devastante guerra nucleare che ha portato la desolazione sul pianeta terra ci troviamo ad affrontare un’avventura straordinaria che riguarda un solo e semplice uomo dal carattere e dalla tenacia immensa. La stirpe degli esseri umani si è ridotta a passare l’intera durata della propria esistenza in bunker sotterranei chiamati Vault, dai quali nessuno è in grado (né si sogna) di uscire. Dopo alcuni attimi iniziali che mascherano astutamente un primitivo tutorial in cui percorreremo la nascita del nostro personaggio, la sua infanzia e la sua adolescenza, il mondo di Fallout ci darà la prima mazzata fra capo e collo, data dalla fuga del nostro unico genitore dal Vault per ragioni sconosciute. Restiamo nel Vault? Assolutamente no, gettiamoci a capofitto nella zona contaminata della capitale. Washington si presenta sin da subito come una landa desolata dalle dimensioni cubitali che mostra una linea d’orizzonte definita ad una quantità di metri considerevole, in cui possiamo osservare i relitti dei monumenti ed edifici più celebri della capitale statunitense. Finalmente, l’avvento di Bethesda porta una novità sconvolgente sotto il lato del gameplay e della grafica. Sebbene quest’ultima sia ricca di bug considerevoli (soprattutto per quanto riguarda la versione per PS3), è stata abbandonata la visuale priva di prospettiva in stile assonometrico che caratterizzava i passati titoli della serie di Fallout, per dare spazio ad un agglomerato di un numero spaventoso di texture poligonali dall’ordine prevalentemente next-gen. Il titolo si presenta sin da subito come un perfetto ibrido fra il genere sparatutto e il più studiato degli RPG. Se da una parte la forza bruta è necessaria all’interno di questo prodotto, la diplomazia si dimostrerà come un’arma ben più potente, che ci darà la possibilità di accedere a missioni o zone della zona contaminata altrimenti difficilmente ottenibili. Come un vero RPG che si rispetti, il nostro personaggio salirà di livello ogni “tot” di punti esperienza acquisiti, e saremo quindi in grado di migliorare i suoi attributi, per ottenere risultati migliori nel campo bellico, diplomatico e scientifico. Dopo circa la metà della nostra avventura, il nostro protagonista avrà preso una piega basata interamente sulle nostre decisioni, che siano esse legate al miglioramento degli attributi o alla moralità. Le nostre azioni, infatti, produrranno una variazione più o meno considerevole nell’ambito del karma, il quale stabilirà se stiamo comandando un santo o un vero e proprio demone della zona contaminata. Anche questo fattore inciderà su decisioni, accessibilità a diverse missioni o zone e, soprattutto, sul finale della storia. Una ulteriore innovazione importata da Fallout 3 è rivestita dal sistema di puntamento caratteristico del titolo, ovvero lo S.P.A.V. Con ciò ci sarà data la possibilità di mirare ad una determinata parte del corpo di un avversario, informandoci inoltre sulla salute propria dell’arto in questione e della possibilità che abbiamo di colpirlo: questa cifra sarà determinata da impedimenti ambientali, dalla condizione della nostra arma e dall’abilità che possediamo imbracciando la stessa. Vivere nell’ostile zona contaminata non sarà facile: avremo bisogno di cibo, medicinali, e anche droghe nei casi più estremi. Molti giocatori abituali dei semplici sparatutto si sono trovati in gran difficoltà di fronte alle sfide del titolo Bethesda: il prodotto risulterà terribilmente complesso soprattutto per coloro che credono che Fallout 3 non necessiti alcun genere di tattica per essere affrontato. La longevità esagerata di questo gioco, fondata prevalentemente sull’elevato numero di missioni secondarie è ulteriormente allungata dall’uscita di ben 5 espansioni ben caratterizzate da insidie sempre più ostiche e aggiunte di trama molto interessanti. Dunque, se davvero volete vivere un’avventura straordinaria ricca di colpi di scena, proiettili e personaggi interessanti, se adorate le colonne sonore in stile anni ’50 come quella che riempie piacevolmente le nostre esplorazioni nel territorio desolato di Washington DC, e se soprattutto amate girovagare per i giochi open world in cerca di piccolezze e oggetti preziosi, sarete letteralmente rapiti da Fallout 3. Se lo avete già acquistato, sapete bene a cosa mi riferisco, dato che lo avrete terminato diverse volte… I giochi dallo scenario post-apocalittico hanno conquistato un posto stabile nel cuore dei giocatori di tutto il mondo, e le case produttrici continuano a deliziarci con titoli sempre più all’avanguardia nell’ambito tecnico e creativo. Se anche non siete d’accordo con il sottoscritto nella classifica stilata dei migliori 5 prodotti del genere, dovrete ammettere che si presentano come personaggi principali di questo palcoscenico inaugurato non da molto nel contesto della next-gen. Quali altri giochi catastrofici dobbiamo aspettarci in futuro? La nostra mente stenta ad immaginare di meglio, ma sicuramente le più grandi case produttrici riusciranno a stupirci ancora una volta con le loro geniali creazioni!


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