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La pubblicita' nei videogiochi

del 02/07/2010

Nuovi e interessanti sviluppi in questo settore sempre in evoluzione….  


Un mercato in continuo fermento!

Il mercato dei videogiochi, come sottolineato piu’ volte, e’ in continua espansione; negli ultimi dieci anni il volume di affari e’ quintuplicato, si sono creati nuovi posti di lavoro, sono entrati in questo campo nuove leve di mercato da considerare e “tirare” a seconda del titolo in produzione (non solo marketing ma anche variabili economiche) e si e’ confermato come uno dei settori piu’ proficui di questi ultimi anni tanto da far concorrenza al cinema (sotto il profilo del fatturato) e alla televisione (per quanto riguarda l’intrattenimento). Quest’ultima considerazione e’ alla base del nostro speciale ed e’ facile spiegarlo in un semplice esempio: se il target di un dato prodotto, secondo sondaggi effettuati a priori, trascorre piu’ tempo davanti ai videogiochi che davanti al televisore, per cui e’ maggiormente avvicinabile (sempre dal punto di vista dell’azienda) tramite l’intrattenimento ludico che quello televisivo, quale e’ la soluzione migliore?! In una recente statistica made in USA e’ stato evidenziato che il 70% delle persone intervistate nella fascia d’eta’ compresa tra 18 e 34 anni dedica ai videogames 12,5 ore di media,rispetto alle 10 della televisione. La statistica sopra citata spiega il perche’ la comunicazione cerchi di raggiungere questa categoria proprio dove passano la maggior parte del tempo libero a disposizione e per realizzare al meglio la “mission” dell’impresa si e’ creata una nuova forma di marketing pubblicitario, ovvero l’advergames (conosciuto nel settore anche come “in-game advertising” o “game advertising”), il quale offre uno strumento decisamente piu’ omogeneo, che garantisce un alto livello di coinvolgimento ed una esposizione dell’utente al brand pubblicizzato sicuramente maggiore rispetto ad altri strumenti di advertising utilizzati su vecchi e nuovi media. L’Advertgames si puo’ suddividere in due categorie:

- La prima sono i videogiochi nati e sviluppati per meri scopi pubblicitari (generalmente giochi in “flash”, poco costosi dal punto di vista dello sviluppo), magari creati e ideati solo per una determinata occasione o evento mondano.

- La seconda, e quella che piu’ si e’ evoluta, sono i videogiochi che al loro interno veicolano messaggi pubblcitari, tipica del mercato videoludico di questi ultimi anni (esempio cartelloni pubblicitari digitali nei quali si incorporano messaggi mirati per promuovere un qualsiasi genere di prodotto o articolo).

L’Advertgames nella forma sopra descritta si puo’ elencare e suddividere in questa maniera:

1. Associativo, vi si riscontra una relazione non diretta, ma comunque presente tra il gioco e il brand in questione. Ne sono un esempio i cartelloni di sponsorizzazione disseminati nei vari giochi a sfondo sportivo, fu Nintendo la prima ad intravedere, seguita da SEGA, EA sport ecc; le potenzialita’ di questo ramo del marketing pubblicitario.

2. Rappresentativo del brand, tipica della prima forma di advertgames, ovvero videogiochi in flash realizzati a scopo dimostrativo promozionale.

3. Dimostrativo che ricalcano le caratteristiche originali del marchio senza alterarle o modificarle in alcun modo.

4. Competitivo, che risultano particolarmente efficaci nel caso in cui il prodotto sia di particolare valore o particolarmente riconosciuto a livello sociale. In giochi come questi l’ingrediente fondamentale è – quasi sempre – la possibilità di sfidare amici e sconosciuti in multiplayer, aggiungendo una buona dose di competitività alla scena.

5. Di tipo Educativo o Divulgativo, in cui ciò che conta è far passare prima di tutto un messaggio e poi vendere un prodotto. Sono un esempio di questi giochi quelli dedicati a particolari tematiche di ordine sociale o legati a contesti specifici. I più giovani risultano essere il target ideale.

Sempre piu’ softwarehouse investono ingenti somme di denaro nello sviluppo dell’advertgames, arrivando addirittura, come nella serie “Gran Turismo”, a far “pagare” lo spazio pubblicitario visibile nei vari circuiti dalle varie aziende, a seconda della grandezza del cartellone virtuale o del logo all’interno del tracciato medesimo; impensabile fino a qualche anno fa. Prima del titolo Sony gia’ Sega aveva sperimentato questa nuova forma di marketing, con la serie “Sega Rally“, “Virtua Striker” e “Virtua Fighter Kids” (quest’ultimo era addirittura sponsorizzato dalla JAVA TEA, che compariva in quasi tutte le arene di combattimento, tutto questo nel lontano 1996) e via via a seguire tutte le altre compagnie. Il futuro, inteso in senso evolutivo, e’ ancora piu’ roseo e apre nuove ed allettanti vie, se si pensa che addirittura il Presidente degli Stati Uniti ,Obama , durante la sua campagna propagandista (il famoso “Yes We Can”) abbia utilizzato un cartellone pubblicitario all’interno del videogioco “Burnout Paradise” di EA.... Oppure di Shenmue,dove la “SEGA” ed il suo team interno “AM2”, andando a ritroso nel tempo fino al periodo in cui era svolta la storia del loro capolavoro Shenmue, chiese i loghi e le parti raffiguranti i vari prodotti visibili nel titolo citato come apparivano negli anni ’80, un tocco di vintage in questo Advertgames di inizio millennio. Le ultime notizie arrivate da quel di Los Angeles durante l’E3 2010, danno per certo l’intenzione delle software house (Ea Sports in primis) di finanziare parte dell’investimento necessario per lo sviluppo dii titoli futuri con una percentuale derivata dalla “vendita” degli spazi pubblicitari virtuali visualizzati su schermo, quindi ormai la strada intrapresa e’ a senso unico e tornare indietro e’ impensabile o quantomeno improbabile. Nonostante tutto una nuova via si intravede all’orizzonte e la domanda e’ lecita. Se tali introiti pubblicitari o la presenza di piu’ messaggi pubblitari all’interno di un dato titolo garantissero un costo finale del prodotto inferiore rispetto a quello di adesso? Per noi videogiocatori sarebbe una manna dal cielo e quindi ben venga lo sviluppo dell’Advertgames…

A cura di : Michele "Ceppa" Prontelli

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