La saga di Pro Evolution Soccer
Ascesa e caduta del re dei giochi di calcio
By Marco Gioletta, 28/10/2010
Un re in cerca della sua corona!
Fino a pochi anni fa e, per molti versi, ancora oggi, la saga di Pro Evolution Soccer è sempre stata il principale punto di riferimento per ogni simulazione calcistica. É vero, a partire dal 2008 FIFA ha prima raggiunto e poi addirittura superato PES, ma la serie targata Konami può sempre contare su una numerosissima schiera di appassionati (particolarmente numerosa proprio qui in Italia) che attendono solo il ritorno del loro re sul trono delle simulazioni calcistiche. Sarà proprio questo ciò che accadrà? Oppure Fifa continuerà a consolidare il suo primato? Solo il tempo ce lo dirà. Nel frattempo, facciamo un bel tuffo nel passato e ripercorriamo le origini e la storia di una delle serie di videogiochi più famose ed amate degli ultimi dieci anni.
É nata una stella
Contrariamente a quanto potrebbero pensare i neofiti, il primo titolo della serie non fu affatto Pro Evolution Soccer, apparso nel 2001 su PS2 (non sarà sfuggito ai più attenti il fatto che il titolo originale del gioco era J-league Winning Eleven 5). Le origini della saga risalgono addirittura al 1995, quando l'era dei 16 bit stava entrando nella sua ultima fase e il Super Nintendo Entertainment System iniziava ad intonare il suo canto del cigno, sfornando una serie di grandiosi titoli come Donkey Kong Country, Yoshi's Island e Killer Istinct. In quell'anno uscì proprio su SNES un titolo targato Konami destinato ad essere ricordato: International Superstar Soccer (in Giappone, Jikkyou world soccer: perfect eleven). Il gioco seppe catturare immediatamente l'attenzione e l'affetto degli appassionati di calcio di tutto il mondo. Rispetto alle altre simulazioni calcistiche di quel periodo, infatti, ISS rapprresentava un miglioramento pressoché totale: la grafica era stupenda, con sprite giganteschi e dotati di animazioni di un realismo, per quei tempi, davvero incredibile. Il sistema di gestione della squadra, pur non raggiungendo i livelli del grandioso Sensible world of soccer, restava molto completa ed efficace. Ma ciò che fece davvero la fortuna del titolo fu lo straordinario sistema di controllo, che univa perfettamente il divertimento e l'immediatezza di un gioco arcade col realismo di una simulazione (per quanto, ovviamente, fosse possibile per i tempi). Unico neo del gioco era la presenza delle sole squadre nazionali, che toglieva un po' di varietà. Oltre a questo, non era presente alcuna licenza e i giocatori, pur risultando facilmente riconoscibili per via del loro aspetto, avevano dei nomi totalmente inventati (Baggio, ad esempio, era chiamato Galfano). La varietà comunque era garantita dall'enorme numero di modalità di gioco, tra cui spiccava quella denominata Scenario, in cui il giocatore veniva messo ai comandi di una squadra nel bel mezzo di una partita già iniziata, o peggio, sul punto di concludersi e spesso in condizioni proibitive (tipo mentre si è sotto di due gol a tre minuti dalla fine). L'ottimo successo spinse Konami a realizzare un sequel, ovvero International Superstar Soccer Deluxe (Jikkyou world soccer 2: fighting eleven). Più che di un sequel, si trattò di un semplice update, con grafica migliorata e gestione delle squadre ampliata, ma che lasciava praticamente invariato tutto il resto. Stavolta, il gioco fu convertito anche per Sega Mega Drive e godette addirittura, qualche anno dopo, di una conversione per PSX!
La serie si sdoppia
A questo punto avvenne qualcosa di molto particolare: Konami decise di dividere la sua serie in due tronconi separati, ovvero in due serie parallele che si sarebbero sviluppate ciascuna in modo indipendente dall'altra, una per PSX e una per Nintendo 64. Tuttavia, queste serie, nelle loro conversioni europee, mantennero entrambe il titolo di International Superstar Soccer, generando una certa confusione tra i fan. Il primo dei due titoli ad apparire, almeno in Giappone, fu World Soccer Winning Eleven, titolo basato sul campionato di calcio giapponese. Questo gioco non venne convertito in Europa, ma solo negli stati uniti col titolo Goal Storm. Quasi contemporaneamente uscì Jikkyou J-League, Perfect Striker, che apparve su Nintendo 64 nel 1996. Come si denota dal titolo, questo gioco si presenta come il vero seguito ufficiale della serie su SNES. Non venne anch'esso mai convertito in Europa, perchè le uniche squadre selezionabili erano quelle della j-league, il campionato giapponese. L'anno successivo, tuttavia, Konami produsse una nuova versione del suo gioco, Jikkyou World Soccer 3, stavolta basata sulle squadre nazionali. Questo titolo fu convertito in Europa, col titolo International Superstar Soccer 64. Il gioco ottenne un successo strepitoso e si guadagnò il titolo di miglior gioco di calcio in circolazione. La grafica e le animazioni erano davvero superbe e la giocabilità riproponeva lo stesso feeling del vecchio ISS, potenziato fino all'inverosimile. Una delle caratteristiche più notevoli del titolo era il suo editor dei giocatori, che permetteva di personalizzare tutti i giocatori presenti (e di modificarne i nomi) e persino di crearne di nuovi. Nel frattempo, sempre nel 1997, fece la sua comparsa anche un altro titolo Konami per PSX, a cui venne dato il nome di Winning Eleven 97, aggiornamento del precedente World soccer Winning Eleven. Anche questo titolo si basava sul campionato giapponese, ma stavolta avvenne una conversione Europea del gioco, uscita sempre nel 97 col titolo di International Superstar Soccer Pro, che utilizzava ancora una volta le squadre nazionali e risultava praticamente identica a Goal Storm. L'attesa per questo titolo da parte dei giocatori PSX era davvero elevata, visto che i giochi di calcio usciti fino a quel momento per PSX, come FIFA 97 o [[ADIDAS Power soccer lasciavano a dir poco a desiderare. ISS Pro rispose alle attese, ma solo fino ad un certo punto. Se la grafica era davvero ben fatta, con modelli dei giocatori particolareggiati e somiglianti alle controparti reali e le animazioni, pur non avvicinandosi a quelle di ISS 64, restavano più che dignitose, lo stesso non si poteva dire del sistema di controllo. I movimenti dei giocatori erano legnosi e limitati (non era nemmeno possibile spostarsi mentre si correva ed effettuare dei dribbling risultava un'impresa impossibile) e le animazioni del pallone erano totalmente irreali: spesso sembrava di cacciare una palla medica anziché un pallone da calcio. In più, la totale mancanza di un editor limitava ancora di più il ristretto numero di squadre e giocatori. Insomma ISS Pro risultò in tutto e per tutto inferiore a ISS 64. Tuttavia, il gioco ottenne lo stesso un enorme successo, fatto dovuto sia alla mancanza di concorrenza, sia alle recensioni che ricevette, soprattutto da parte delle riviste ufficiali dedicate alla Playstation, davvero troppo lusinghiere ed esaltanti. A questo punto, le due serie per PSX e N64 ebbero due sviluppi totalmente differenti. ISS 64 ebbe ben due seguiti, usciti rispettivamente nel 98 (in concomitanza dei mondiali) e nel 2000, coi titoli (molto fantasiosi) si ISS 98 e ISS 2000 (Jikkyou World Soccer: World Cup France 98 e Jikkyou J-League 1999: Perfect Striker 2 in origine). Entrambi questi giochi, tuttavia, non riuscirono a soddisfare le aspettative, risultando troppo simili al titolo originale, se si esclude una grafica leggermente più rifinita, un numero maggiore di squadre e una modifica i nomi dei giocatori, che ora non erano più totalmente inventati, ma rappresentavano delle storpiature dei nomi originali, facilmente riconoscibili (Zidern anziché Zidane). La serie International Superstar Soccer iniziò così il suo lento declino, che nemmeno le sue successive incarnazioni sulle console a 128 bit, la prima delle quali apparve nel 2000 su PlayStation 2, Gamecue e XBox proprio col titolo di International Superstar Soccer, riuscirono ad arginarlo. L'ultimo titolo legato a questa saga, ISS 3 (Jikkyou J-League Perfect Striker 5) risale al 2003.
Un escalation senza fine
Ben altra sorte toccò alla serie di Winning Eleven. Nel 98 uscì il terzo episodio della serie, Winning Eleven 3, giunto in Europa come ISS Pro 98, titolo della saga dedicata ai mondiali di Francia. Stavolta Konami seppe fare tesoro delle critiche ricevute e migliorò in maniera esponenziale i controlli. Pur non avendo ancora la fluidità di movimento di ISS 64, le animazioni garantivano un gioco scorrevole e un ottimo controllo del pallone. In più, la precisione ed il realismo dei passaggi permettevano una costruzione del gioco che risultava addirittura superiore a ISS 64, dove un semplice passaggio smarcante da metà campo poteva mettere il nostro attaccante a tu per tu col portiere. Anche la gestione di formazioni e strategie risultava enormemente migliorata e le squadre, pur non potendo permettersi i nomi originali dei giocatori, presentavano le formazioni complete dei mondiali di Francia (i nomi erano ancora una volta storpiati), più numerose altre nazionali escluse dalla competizione. Insomma, il gioco era un vero capolavoro e riuscì a scalzare persino l'ottimo FIFA 98 dal trono di re dei giochi di calcio per PSX (anche se, ad aiutarne le vendite ci pensò la demo di Metal Gear Solid presente nella confezione). Un nuovo episodio della serie vide la luce tra 99 e 2000, col titolo di ISS Pro evolution (Winning Eleven 4). Il gioco migliorava ancora di più i controlli e la fluidità del gioco precedente ed introduceva due novità fondamentali: la prima era il tanto agognato editor dei giocatori che, seppur limitato, risultava estremamente funzionale. La seconda novità fu l'introduzione della famosa Master League, dove apparvero per la prima volta nella serie le squadre di club (tutte, ovviamente, prive dei nomi originali. La juventus, per esempio, era annunciata come Il torino). In questa modalità, a prescindere dalla squadra che avremmo scelto, saremmo stati alla guida di uno scalcinato gruppo di giocatori inventati (i cui nomi derivano da quelli di importanti scienziati o di artisti), dalle abilità decisamente basse. Vincendo le partite e accumulando punti sarebbe stato possibile acquistare altri giocatori dalle altre squadre, creando così il proprio team personalizzato di campioni. L'anno successivo fu la volta di ISS Pro evolution 2 (da notare che la versione giapponese del gioco, intitolata World Soccer Jikkyou winning eleven 2000: U-23 medal Heno chosen era interamente dedicata alle squadre under 23), che, pur restando molto simile al predecessore, introduceva nuove mosse durante la partita (come la finta di tiro), una gestione della squadra e delle strategie molto ampliata, una master league enormemente potenziata (e dove fecero per la prima volta la loro comparsa gli scarsoni che ogni amante di PES avrebbe imparato ad odiare, come Castolo, Barota e Cellini) ed un campo di gioco più vasto. Nel frattempo, però, le nuove console a 128 bit si erano affacciate sul mercato ed era inevitabile che prima o poi la serie approdasse anche su di esse e, in particolare, su PS2. Ecco così apparire, nel 2001, Pro Evolution Soccer (conversione di J-League Winning eleven 5). Il gioco, oltre ad un motore grafico totalmente rinnovato e un sistema di controllo più fluido ed efficace che mai, proponeva la possibilità di utilizzare le squadre di club, anche in amichevole. In più, per la prima volta, alcune squadre (non molte, a dire il vero) disponevano di licenza. La modalità migliore risultò nuovamente la Master league, sempre più vasta e ricca di opzioni. Il successo del titolo fu enorme e fece conoscere la serie anche a tutti i possessori di PS2 che non avevano mai giocato ad International Superstar Soccer. Da allora, Konami produsse un nuovo titolo della serie ogni anno, sempre però col titolo di Pro Evolution Soccer.
Aggiornamenti continui
Ecco così apparire, nell'ottobre 2002, Pro Evolution Soccer 2. Questo titolo, pur vantando alcuni miglioramenti grafici ed un database di giocatori molto ampliato e munito delle rispettive licenze (anche se lo stesso non valeva per le squadre, i cui nomi risultavano, in qualche caso, davvero incomprensibili), suscitò un certo scontento da parte dei fan per un gameplay fin troppo veloce e frenetico. A sistemare le cose ci pensò, l'anno successivo, PES 3, il quale inaugurò un motore grafico totalmente nuovo e uno stile di gioco molto più rifinito e meno arcade. Oltre a questo, PES 3 aggiunse numerose nuove licenze e migliorò ulteriormente la modalità master League, con l'aggiunta dei tornei corrispondenti alla Champions League e all'Europa League. Il successo fu tale da spingere Konami a convertire il gioco anche su PC. Il capitolo successivo, PES 4, aumentò ancora di più la popolarità della serie, dato che venne convertito per la prima volta anche per XBox, dove i giocatori poterono usufruire anche di una modalità online. In questo capitolo, oltre ai soliti ritocchi a grafica e giocabilità, venne per la prima volta data ai giocatori la possibilità di selezionare la propria squadra tra tutti i principali campionati europei: inglese, francese, tedesco e italiano (anche se non tutti, tanto per cambiare, disponevano di licenza ufficiale). Nel settembre 2005 fu la volta di PES 5, che propose, tra le principali novità, una grafica ulteriormente rifinita, una difficoltà molto maggiore, soprattutto in fase di realizzazione dei gol e, per quanto riguarda la versione PS2, la compatibilità con la PSP, che godette anch'essa di una versione del gioco. Tra 2006 e 2007 fu la volta di PES 6, che, viste le critiche ricevute dal precedente episodio, accusato di premiare eccessivamente il gioco difensivo, apportò varie correzioni al gameplay, rendendo i dribbling e le giocate offensive molto più semplici da eseguire, ma incontrando il malcontento dei fan, che gli preferirono il sistema di controllo di PES 5.
PES VS FIFA, una sfida eterna
A questo punto, però, qualcosa nella magia di PES cominciò ad incrinarsi. Certo, ogni nuovo capitolo portava alla serie nuovi elementi e migliorie, ma non riusciva più a dare al giocatore la sensazione di trovarsi di fronte ad un titolo completamente nuovo e rinnovato, ma solo ad un'espansione del titolo precedente. In più la serie FIFA soccer, di EA, stava compiendo passi da gigante, avvicinandosi sempre più all'eterno rivale. Nel 2008 Konami abbandonò la numerazione ufficiale della serie a favore di una titolatura basata sulla stagione di riferimento, come avveniva in FIFA. Ecco dunque arrivare PES 2008, primo titolo della serie ad uscire su PlayStation 3, Xbox 360 e persino WII. Il gioco proponeva un motore grafico rinnovato e una nuova intelligenza artificiale, chiamata Teamvision, che permetteva alla cpu di adattarsi allo stile di gioco dell'utente, aumentando il livello della sfida. Tuttavia, PES 2008 ricevette numerose critiche. La garfica soffriva di pesanti rallentamenti e cali di qualità e risultava modesta per gli standard delle nuove console. In più, la modalità 2 contro 2 risultava affetta da lag e il gameplay venne ritenuto da molti giocatori, ancora inferiore rispetto a PES 5. Ad aggravare il tutto ci pensò il cronico problema delle license (La bundesliga risultava totalmente assente), oltre alla concorrenza di FIFA 2008, titolo ben realizzato e a detta di alcuni superiore al gioco Konami. L'uscita di PES 2009 non migliorò di molto le cose. Certo, il gioco godette di un enorme miglioramento della grafica e di vari ritocchi nel gameplay, oltre all'aggiunta della modalità Diventa un mito, dove il giocatore controlla un solo calciatore e ha il compito di seguirne tutta la carriera, ma fu enormemente penalizzato dal numero davvero troppo limitato di squadre e licenze. PES 2009 poteva vantare per la prima volta i diritti della Champions League, ma nel gioco non erano presenti nemmeno tutte le squadre iscritte alla competizione! A peggiorare le cose ci pensò un FIFA 2009 davvero completo e ottimamente realizzato, che stavolta venne ritenuto all'unanimità superiore al rivale. Il verdetto non è stato capovolto nemmeno nella sfida successiva, visto che PES 2010, rimase quasi identico al predecessore e risultò, ancora una volta, nettamente inferiore rispetto a FIFA 2010, titolo che, rispetto al gameplay ibrido di PES, offriva un'esperienza molto più ricca e di stampo prettamente simulativo. In più, la modalità online di PES 2010 era praticamente ingiocabile a causa di numerosi rallentamenti e ritardi nella risposta ai comandi, dove invece quella di Fifa era perfettamente funzionante. É uscita da poco tempo anche l'ultima incarnazione della saga di PES, ovvero PES 2011. Questo capitolo, pur risultando di nuovo decisamente inferiore a Fifa 11, ha se non altro tentato di introdurre delle rilevanti novità nel gameplay, come ad esempio la possibilità di controllare a 360 gradi la direzione dei passaggi e di dosarne totalmente la forza. Vedremo ora se Konami saprà imparare dai propri errori e riuscirà ad ampliare e potenziare questi miglioramenti per regalarci, il prossimo anno, un PES che sia in grado, ancora una volta, di farci sognare e di rivivere sui nostri schermi le stesse emozioni che proviamo su un campo da calcio o allo stadio. Noi nel frattempo restiamo in trepida attesa, sperando di ammirare ancora il re dei giochi di calcio in tutta la sua gloria!
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