Le saghe automobilistiche della storia
Devo prendere la patente... no, non ne ho bisogno!
By Emanuele Rizzi, 21/06/2010
Il bisogno di velocità non finisce mai!!!
I videogamer di vecchia data mi odieranno per questo, ma penso che per un approccio più vicino ai nostri lettori comincerò con videogiochi più “moderni”, ossia di quelli degli ultimi dieci/quindici anni. Come non cominciare da “Need For Speed” che nonostante tutte le ultime delusioni, resta un capitolo indimenticabile per tutti i videogiocatori, per non parlare quelli amanti dei racing game? Partiamo dal 1994 quando esce “Road & Tracks Presents: The Need For Speed”, pubblicato per il 3DO, convertito successivamente per DOS e per la prima console di casa Sony, aveva una grafica a dir poco sbalorditiva per l’epoca. Racing game di corse su circuiti regolari, fu il capostipite di una serie che si prolunga ancora oggi dopo quindici lunghissimi anni. Due anni dopo esce “The Need For Speed SE” che includeva solo due tracciati e poteva girare anche sull’allora nuovo Windows 95. Un anno dopo ancora, esce il secondo capitolo, con moltissime nuove auto e con un motore grafico migliorato, anche se non moltissimo. Purtroppo non ebbe molto successo, o almeno a livelli di popolarità, dato che non fu considerato un degno successore del primo brillantissimo titolo made-in EA. Nello stesso anno vediamo uscire “NFS V-Rally” e la Special Ed. del secondo capitolo (d’ora in poi, per comodità, il titolo sarà abbreviato a NFS) … il primo di questi, avvicinava il titolo al mondo delle corse di rally, mentre il secondo era una semplicissima rivisitazione del titolo, con un tracciato in più. E finalmente nel 1998, ci ritroviamo con il terzo appuntamento: esce “Hot Pursuit”, il vero salto in avanti, poiché potè usare Internet e dare il via a spietate partite multiplayer. Altro anno, altro capitolo: esce Road Challenge, non considerato veramente un nuovo episodio, ma solo una versione perfezionata del predecessore, e fu il primo a inserire i danni alle auto. Eccoci arrivati al nuovo millennio, ed ecco arrivare “Porsche Unleashed”, che come si capisce vede protagoniste le sportive tedesche, con un vastissimo parco auto che includeva anche la 911 Turbo, uscita lo stesso anno. L’anno seguente è un periodo che effettivamente all’Europa non interessa, infatti esce solo negli Stati Uniti “Motor City Online”, che non ebbe molto successo a causa dei gravi e numerosi problemi che lo affliggevano, nonostante fosse il primo titolo che tentava di introdurre in un gioco di guida le particolarità dei vari MMORPG, di voga anche in quegli anni. Invece l’anno seguente è un anno che interessa a tutti, e anche molto, perché esce l’atteso seguito del titolo del ’98: “Hot Pursuit II”!!! Il prodotto diede innovazione alla serie per un particolare motivo: sino ad allora, il modello di guida era simulativo…bè, questo capitolo lo trasforma in un modello puramente arcade, con inseguimenti mozzafiato tra polizia e fuorilegge. Il 2003 vede invece la nascita del miglior NFS… o almeno fino al suo successore. Sto parlando di Underground, vero cambiamento della serie. Probabilmente accecata dal successo che aveva avuto il film “The Fast & The Furious”, Black Box Games decise di ricreare un videogame con alla base corse puramente illegali, e con la possibilità di modificarsi la carrozzeria e l’estetica della propria vettura. Annuale appuntamento, questa volta con il seguito di Underground, che includeva la totale libertà, all’interno della città. Nel 2005 invece vediamo “Most Wanted”. che mostra l’ormai totale cambiamento nella serie. Infatti il gameplay è uguale a quello dei due precedenti capitoli… di sicuro non un male. Male invece per il titolo dell’anno seguente, “Carbon”. Più che altro perché presentava sempre la stessa solfa…. EA ascolterà a gran voce il suo pubblico, ma con pessimi risultati: infatti nel 2007 esce Pro Street, con ritorno ai circuiti legali, ma che ha avuto un successo scarsissimo e con un gameplay e ritmo di gioco noiosissimi. Finalmente l’anno dopo, EA ci ripropone la formula di “rabbia e furia”: esce “Undercover”, in cui ci ritroviamo a impersonare un poliziotto sotto copertura a dover stanare i loschi traffici di alcuni street-racer. Personalmente lo considero un titolo davvero valido e divertente, da provare soprattutto se si sono apprezzati i due Underground. Il 2009 è invece un altro anno da scordare, almeno per i fan della serie: è il momento di “Shift”, ennesimo ritorno alle competizioni legali. Ma non è finita: è in arrivo un nuovo NFS, che riprende il titolo dall’episodio più acclamato della serie, ma questa volta EA è stata ben attenta: al lavoro del prossimo “Hot Pursuit” ci sono i Criterion Games, creatori di un’altra della saghe automobilistiche più celebri degli ultimi anni, forse non vecchia quanto il nostro “bisogno di velocità”, ma che gode di un successo sbalorditivo: parlo di quei gioielli che fanno la storia di Burnout.
Distruzione ed esplosioni, violenza e vendetta: ecco a voi Criterion Games…
Il primo episodio “va in onda sulle nostre console” nel 2001, ed aveva diverse modalità di gioco, la principale “Campionato”, sino alle varie prove a tempo e le corse singole. Il seguito esce un anno dopo, e viene intitolato “Point Of Impact”, che va ad indicare la nuova modalità aggiunta, ossia il “Crash Mode”, in cui il giocatore deve fare più punti possibile andandosi a schiantare in mezzo al traffico. Oltre a questo, viene inserito nei tracciati più traffico ed ostacoli, in modo da alzare il livello di difficoltà, nonché di sfida, del gioco. Ma caratteristica che si susseguirà per tutti i capitoli è la presenza del turbo, accumulabile durante le gare e le varie spericolatezze che si potranno fare durante l’esperienza di gioco. Il terzo capitolo è invece soprannominato “Takedown”, nuovamente in onore di ulteriori novità nella serie: infatti verrà inserita la modalità omonima, in cui dovremmo far schiantare in qualsiasi modo possibile più nemici, facendogli appunto dei takedowns. Il quarto capitolo perde la cronologia, ma non la voglia di stupire il pubblico… esce “Revenge” il miglior titolo della serire, capolavoro di livelli assoluto. Grafica al passo coi tempi, numerose modalità e vetture… un titolo da provare a tutti i costi. L’anno dopo, esattamente il 2006, esce “Burnout Legends” disponibile solo per le console portatili, ma che non ha goduto di gran successo. Il 2007 è l’anno di “Burnout Dominator”, il quale non porta nulla di nuovo alla serie, differentemente dal capitolo successivo, “Paradise”, che oltre ad annoverare un parco auto impressionante, include l’innovativa modalità free-roaming, in cui ci ritroveremo a vagare senza meta per Paradise City…. un’altra caratteristica, è che per gareggiare o partecipare ad un evento, dovremo girovagare per la mappa alla ricerca delle sfide, posizionate quasi sempre agli incroci ed ai semafori…. il titolo vanta una grafica strabiliante con effetto di luce allucinanti e una colonna sonora con tutti i brani degli episodi precedenti. Lo stesso anno, qualche mese dopo, ci ritroviamo tra le mani l’espansione del titolo, denominata “The Ultimate Box”, che per la prima volta nella storia della saga ci permette di usare delle moto. Finiamo anche il paragrafo su questa magnifica serie, ma con una sorpresina: è infatti stato annunciato Burnout 6, ma ancora non si sa molto su chi lo svilupperà o sulle modalità e le novità che verranno apportate. Detto questo, passiamo ad un'altra saga che ha fatto la storia dei racing-game: “Gran Turismo”….
Il più grande simulatore di guida di sempre? Mah, staremo a vedere...
Esce nel 1998 il primo capitolo, sviluppato dai grandissimi Polyphony Digital. Il più grande simulatore di guida, ci dava la possibilità di scegliere tra due modalità di gioco: la prima, la classica modalità arcade in cui si possono affrontare gare singole, mentre la seconda, il Gran Turismo, in cui il giocatore era un pilota che per avere successo, avrebbe dovuto vincere gare su gare, fino alla vetta, caratteristica che ha ispirato anche il più recente “Race Driver: GRID”. Il secondo episodio esce l’anno dopo, ma mantiene le stesse modalità, nonché lo stesso fascino. Il gioco era diviso in due Cd, in modo che ognuno di questi potesse far sfruttare al massimo le capacità del prodotto, sia graficamente sia come contenuti. Nel 2001 esce il “GT3:A-Spec”. L’unica novità è l’inclusione di una nuova modalità, rally, in cui si potranno scegliere vetture apoosite del settore. Nello stesso anno e in quello seguente escono dei GT Concept, che però non aggiungevano nulla di nuovo. Nel 2003 arriva solamente il Prologue del nuovo titolo della Polyphony, una sorta di giochino con cui tenere a bada il pubblico in attesa del piatto forte, e anche (perché no?) per fare qualche soldo… infatti l’anno seguente ecco uscire il quarto episodio, purtroppo tale e quale agli altri, chiaramente con rivisitazioni qua e là e miglioramenti grafici, il che ne facevano un titolo validissimo. Era Next-Gen. Tante attese… quello che si ha è l’ennesimo Prologue dell’attesissimo GT5, grafica sbalorditiva e con un numero di vetture illimitato. Ancora oggi siamo in attesa dell’uscita del quinto e attesissimo appuntamento, a quanto pare fissata per l’ultimo quarto del 2010. Adesso passo al capitolo finale… parlo di una saga davvero recente, composta solo da 3 capitoli, l’ultimo dei quali uscito qualche mese fa…signori e signore ecco a voi: Forza Motorsport.
Microsoft ci presenta il suo modo di vedere anche nelle corse…
Risale al 2005 il primo capitolo di una saga che in 5 anni e che con 3 episodi è riuscita ad entrare nel cuore di milioni e milioni di gamer di tutto il mondo. Come i più classici giochi di corsa, il titolo ci proponeva le due vecchie modalità di gioco: l’Arcade e la Carriera…. il punto forte del titolo fu l’incredibile dettaglio grafico, e il numero di vetture da poter usare, senza contare quali macchine erano: dalle Ferrari alle Porsche. Il secondo capitolo esce nel 2007, con un’ulteriore rivisitazione grafica e un incredibile profondità di gioco. Così come il terzo appuntamento, arrivato quest’anno facendo sfoggio di un motore grafico sbalorditivo e un gameplay fenomenale: questo è Forza Motorsport, e Microsoft è riuscita a mantenere il livello di interazione al massimo anche all’arrivo del terzo capitolo… che ce la faccia anche con un possibile quarto?
Ebbene finisce qua questo speciale sulle grandi saghe che hanno fatto la storia, e di cui ancora oggi si sente parlare con tanto affetto, probabilmente giustificato da una grande nostalgia. Possiamo dire che questo vuoto non è ancora stato sanato, nonostante ci siano titoli di indubbio spessore. Cos’è allora che ci manca? Ai posteri l’ardua sentenza…
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