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Minecraft - Recensione

Un viaggio nel mondo più

By Nicolò Azzolini, 23/11/2011

Minecraft.... è Minecraft! Minecraft: come si può recensire un titolo di questa portata? Dopotutto Minecraft è.... Minecraft! Non è per niente facile descriverlo a parole. Potremmo dire che il titolo firmato Markus Persson è un survival game incentrato sulla raccolta di risorse e il loro utilizzo nel creare oggetti e costruire edifici. È tutto qui, eppure manca qualcosa in questa breve descrizione, manca l'anima stessa di questo prodotto, qualcosa che è possibile capire solamente giocandolo. Se oggi giorno dovessimo descrivere Pacman ad un ragazzino, non potremmo certamente definirlo come una creatura a forma di palla gialla intrappolata in un labirinto, costretta a mangiare puntini bianchi cercando di evitare i quattro fantasmi che la inseguono. Con una descrizione del genere non gli esporremmo i reali fatti e conseguentemente non si sentirebbe attratto da un'icona dei videogiochi, facendo del male a lui, così come anche a Tohru Iwatan, il creatore, e a tutti gli appassionati che negli anni '80 facevano le file ai cabinati per giocare. Se siete stupiti di trovarvi una recensione nella categoria Speciali, non preoccupatevi. Non è un errore, nè una dimenticanza: questa soluzione è dettata dal fatto che è pressoché impossibile assegnare delle valutazioni numeriche a Minecraft. Valutarlo avrebbe lo stesso peso di una recensione di un movimento culturale, di una religione, di una moda. Minecraft trascende i puri aspetti videoludici e d'intrattenimento: ha saputo infatti porsi come avanguardia delle produzioni indipendenti diventando un vero e proprio movimento in grado di cambiare il punto di vista col quale ci si approccia ad un videogioco. Insegnanti che utilizzano Minecraft per istruire i ragazzi, architetti che si divertono a testare i loro progetti nel gioco, genitori e figli che giocano e si divertono insieme. Minecraft è tutto questo e tanto altro. Questa recensione è a tutti gli effetti molto particolare, per molte ragioni: tratta infatti di un titolo rimasto in beta per due anni e ormai conosciuto da pressoché ogni videogiocatore. Andremo dunque ad analizzare non solo il gioco in sé, ma anche le motivazioni del grande successo ottenuto e le ragioni che dovrebbero spingere a provarlo almeno una volta nella vita. Numeri alle stelle Minecraft è la dimostrazione esemplare che un gioco indipendente, sviluppato da una sola persona (almeno inizialmente), dalla grafica minimalista e dalle meccaniche semplici è in grado di appassionare i giocatori di tutto il mondo e vendere quanto un titolo AAA. Sul sito ufficiale è infatti possibile vedere un contatore che visualizza il numero di utenti registrati, anche se difficilmente si potrebbe intuire il suo scopo senza didascalia, dato che sembra contare i secondi che passano. Il fenomeno Minecraft si espande ogni giorno di più, e un utente si registra addirittura ogni secondo. Al momento gli utenti registrati sono poco più di sedici milioni e cinquecento mila. Un numero impressionante, anche rappresentato in cifra: 16.500.000. Il 24 % di questi utenti ha anche comprato il gioco, producendo un guadagno di oltre 60 milioni. Queste statistiche, per quanto noiose possano sembrare, rappresentano al meglio la dilagante diffusione venutasi a creare intorno a Minecraft in questi ultimi due/tre anni. Dalla prima idea del creatore Notch, il titolo ha continuato ad aggiornarsi costantemente trasformandosi da semplice raccogli-cubetti-e-costruisci a vero e proprio fenomeno di massa. Possiamo sicuramente parlare di una certa “Minecraftmania”, sia per quanto riguarda una serie di cloni usciti successivamente, sia per quanto riguarda il merchandising: è possibile acquistare magliette, accessori e tanto altro ispirato al mondo cubettoso. Siccome trattasi di recensione, per quanto anomale essa sia, è meglio inquadrare i concetti fondamentali cercando di capire l'enorme successo ottenuto. Un mondo vivo e vero La grande idea di Notch è stata quella di partire da un aspetto che molto spesso viene tralasciato nei giochi odierni: l'intento di Minecraft è quello di creare un mondo vivo, nel quale il giocatore possa sentirsi coinvolto in prima persona. Notch ha creato un sistema in grado di fornire ad ogni partita un mondo diverso dagli altri, nel quale il giocatore è chiamato a vivere. Ecco che con un paio di clic a partire dal menu principale è possibile generare un mondo casuale secondo la modalità di gioco preferita (ne parleremo più avanti). Ogni mondo è diverso dall'altro: sono presenti distese erbose, colline, scogliere, spiagge, deserti, montagne, foreste, miniere. L'esplorazione in un gioco come Minecraft è fondamentale: girando a lungo per il mondo di gioco è possibile scoprire anche casualmente rovine abbandonate, miniere infestate e villaggi. Ma un mondo statico, fisso, col quale non è possibile interagire limita fortemente la fantasia e la libertà di ogni giocatore. Ecco che arriva l'idea geniale: così come il mondo reale è composto da atomi, anche in Minecraft ogni cosa è suddivisa in cubetti. L'aspetto generale che si ottiene è un mondo squadato e spigoloso, poco dettagliato. Al di là del puro aspetto grafico però (che nonostante tutto è pur sempre piacevole e conferisce quell'aspetto unico che ormai viene associato unicamente a Minecraft), questo stratagemma permette mondi completamente plasmabili a piacimento. Entra qui in gioco il vero e proprio gameplay del titolo: con il tasto sinistro è possibile rompere un singolo blocco che viene raccolto nell'inventario una volta distrutto. Col tasto destro è invece possibile posizionare qualunque blocco nello scenario, come più aggrada al giocatore. Per utilizzare un esempio molto pratico, considerate Minecraft come un enorme mondo formato da Lego, i famosi blocchetti da costruzione. In Minecraft entrano però in gioco i materiali: non solo ogni blocchetto è rappresentato con textures adatte, ma le proprietà fisiche di questo, cambiano di volta in volta a seconda del materiale: i cubi di sabbia sono facilmente disgregabili in un paio di secondi, e sono dotati di fisica. I cubetti di terra sono leggermente più resistenti e se esposti alla luce del sole si coprono d'erba. La pietra è molto più dura, e richiede una decina di secondi per essere distrutta: inoltre, solo utilizzando il giusto strumento (un piccone in questo caso) è possibile ricavare un cubetto di pietra. In Minecraft infatti con i cubi raccolti è possibile creare svariati oggetti: utensili, tavoli da lavoro, forni, rotaie, torce e chi più ne ha più ne metta. Il sistema di crafting è molto avanzato e innovativo: non è sufficiente utilizzare i materiali giusti, il giusto posizionamento è la chiave del successo. Così come per costruire una porta di legno sono necessari sei blocchi di legno lavorato disposti a formare un rettangolo 3x2, per costruire una torcia è necessario posizionare del carbone sopra ad un bastoncino. Nelle ultime patch della beta, sono stati introdotti anche un sistema di pozioni e di incantamento per armi e armature. Un mondo così risulta però ancora vuoto. Ecco che nei nostri viaggi negli spazi cubettosi di Minecraft possiamo incontrare mucche, pecore, cani, galline e addirittura altri abitanti umani (dal cervello minuscolo, però, dato che per ora la loro IA è limitata al girovagare per i villaggi senza possibilità d'interazione alcuna): non solo queste creature ravvivano lo scenario, ma possono rivelarsi fonti di valore ineguagliabile (latte, uova, lana e carne). Visto così però, Minecraft sembrerebbe un gioco pacifico. Niente di più sbagliato. Appena calano le tenebre della notte, la scelta più saggia risiede nel rintanarsi nel proprio rifugio in attesa dell'alba. Fin dal primo giorno come superstite, ogni giocatore impara ad associare il pericolo al buio e all’scurità, sia dovuta al tramonto del sole, sia alle grotte e gallerie che popolano il sottosuolo di Minecraft. Quelli più coraggiosi, invece, troveranno nei mostri presenti nel mondo di gioco una sfida seria: non solo sono presenti zombie, scheletri e ragni malvagi; i veri nemici dei giocatori sono i creeper, che già dopo poche ore di gioco diventeranno una costante fonte di odio: sono infatti delle vere e proprie mine vaganti, capaci di far saltar per aria il frutto del vostro lavoro in un istante. Fssssssssss: se sentite questo sibilo, potrebbe già esser troppo tard...BOOOM! Il solitario, il mortale, l'artista e l'amico socievole Minecraft si è evoluto molto negli ultimi anni, e come si presenta ora appare notevolmente migliorato rispetto alla prima versione alpha. Nel corso della beta sono state introdotte ben tre modalità di gioco differenti. La prima , quella che può essere definita classica è chiamata survival e presenta tutte le caratteristiche menzionate fino ad ora. Il giocatore inizia in un mondo generato casualmente senza alcuno strumento o materiale di partenza. In questa modalità, la morte comporta la perdita temporanea di tutti gli oggetti dell'inventario e dei punti esperienza accumulati. Ben più difficile è la modalità Hardcore, introdotta ultimamente. Trattasi nel dettaglio di una modalità Survival bloccata a difficoltà alta: inoltre, la morte è definitiva e causa l'eliminazione immediata del mondo di gioco. Un'altra modalità interessante è sicuramente la Creative Mode: il giocatore è immortale e possiede ogni tipo di materiale e strumento nel proprio inventario. Questa modalità è ideale per tutti coloro i quali vogliono costruire meraviglie architettoniche senza essere disturbati da creeper o zombie o per quelli che vogliono sperimentare l'interazione di vari elementi senza paura di sprecarli. In single player Minecraft riesce in ogni caso a soddisfare ogni giocatore fornendo ore e ore di sano divertimento, divertimento che si va ad amplificare quando ci si ritrova con gli amici in un server nella modalità online. È inutile descrivere quanto spassoso e gratificante sia esplorare un mondo sconosciuto in compagnia dei propri amici, condividendo strumenti, materiali e dando vita a qualsiasi cosa la nostra mente possa immaginare. L'unico limite ancora una volta è la fantasia e l'immaginazione: state però attenti a non distruggere i vialetti del vicino! Potrebbe vendicarsi dando fuoco alla vostra abitazione costruita con tanta cura! Se poi si cerca un'esperienza più cosmopolita, esistono migliaia di server free dove è possibile trovare di tutto e di più: città, navi, monumenti, negozi. Si può commerciare con altri giocatori, si possono acquistare lotti e materiali, si possono affittare edifici e qualsiasi altra cosa venga in mente. Un'esperienza da provare Potremmo star qui a parlare all'infinito di Minecraft e della sua libertà sfrenata. Potremmo elencare una per una le caratteristiche che fanno gioire ogni giorno migliaia di persone. Di Minecraft però se ne è già giustamente parlato molto e a lungo. Questo misero tentativo di recensire questo titolo probabilmente non rende giustizia a quella piccola perla creata da Notch tre anni or sono e arrivata così lontano, dove nessuno avrebbe mai creduto possibile. Il bello di Minecraft è proprio l'estrema libertà concessa al giocatore: ognuno è libero di divertirsi come meglio crede. C'è il costruttore, sempre preso nella realizzazione di progetti ambiziosi, l'esploratore,sempre alla ricerca di nuove località e punti d'interesse, il guerriero, alla ricerca di mostri all'altezza del suo equipaggiamento. Ci siamo noi, videogiocatori, legati ad un mondo che amiamo nonostante siamo consapevoli non essere “reale”. Nonostante questa sua “non-realtà”, però, Minecraft è capace di regalare emozioni che difficilmente altri titoli sono in grado di farci provare. Il titolo di Notch è racchiuso in un eseguibile creato in Java pesante non più di 300 Kbyte: è talmente leggero che è giocabile anche direttamente sul browser. E i bug? Minecraft non è esente da bug ed errori di vario genere: a dirla tutta sono piuttosto frequenti e vistosi, tanto che in rete si dice che con ogni aggiornamento venga fixato un bug, introducendone due nuovi al suo posto. L’esperienza di gioco non è però mai frustrante e anzi, spesso queste problematiche mostrano l’intensa attività della comunità che ha saputo più volte contibuire attivamente allo sviluppo del gioco. Non dimentichiamo infatti che molte mod di successo sono poi state convertite da Notch e rese ufficiali tramite aggiornamenti. You are the player. The story. The program. The human. Made from nothing but milk and love. Un’ultima nota riguarda La Fine. Ebbene si, un gioco sandbox pensato per essere libero e virtualmente finito ha una fine; o meglio, un obiettivo: questo non rovina in alcun modo l’esperienza libera di gioco, e anzi, stimola il giocatore a procedere verso la fine solo e soltanto se si è pronti e si è fatto tutto il possibile. Senza spoilerare nulla, sappiate che il finale racchiude una profondità inaudita, che ricade quasi nella filosofia: fa ripensare molto all’esperienza vissuta con Minecraft e al suo significato. Fa riflettere anche sui mondi videoludici in generale. Nessuno deve sentirsi obbligato a giocare a Minecraft. Si è sicuri nell’affermare però che questo piccolo gioco ha dato il via ad un processo di cambiamento non trascurabile: non provarlo potrebbe significare perdersi un’esperienza unica ed un un gioco che rimarrà nella storia come uno dei titoli più influenti di questi ultimi anni...


Pagina ufficiale: Minecraft
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