Speciale Bethesda Softworks
Idee, originalità e libertà d'azione per restare al top
By Angelo Bruno, 18/11/2010
Le idee vincenti
Il mercato videoludico è pieno di prodotti e la concorrenza è altissima. Per i nuovi publisher, ormai l’investimento in questo mondo è rischiosissimo e cominciare con un prodotto dal dubbio valore potrebbe spezzare sul nascere la carriera dell’azienda. C’è però una chiave neanche tanto segreta per sfondare immediatamente: L’ORIGINALITA’! Perché in pochi la sfruttano? Perché in pochi arrivano a capirne l’importanza e, soprattutto, a centrare l’obiettivo per raggiungerla. In tal senso, a sfondare nel mondo dei videogiochi tramite una serie dall’incredibile valore artistico e di gameplay è stata, tra le altre, Bethesda Softworks con il suo The Elder Scrolls. E’ proprio alla software house americana che dedichiamo lo speciale in questione.
Contesto medievale e una sacca di fantasy
Questa la formula vincente per un nome ormai nella storia: The Elder Scrolls è la saga action GDR più famosa ed amata, ricca di intuizioni geniali che, di fatto, hanno spalancato le porte a tanti altri titoli. La serie propone, in un contesto medievale fatto di leggende e antichi Dei, un eroe disposto ad aiutare la gente spesso partendo da zero e all’oscuro di una verità più grande. Le cittadelle medievali ben si spostano con il mondo fantasy e le creature tipiche del genere letterario: vengono riproposte creature mitologiche, imponenti e con caratteristiche tra loro differenti. Presto i capitoli della saga si allargano sotto ogni punto di vista: seppur fin da subito la struttura di gioco sia ampia offrendo numerose possibilità, si comincerà ad applicare il sistema delle scelte morali e del modo di affrontare e finire la quest. Inoltre il mondo attorno al protagonista, inizialmente statico e privo di vita, viene rafforzato e reso più profondo sia a livello di comportamenti che dal punto di vista della storyline: quest che nascondono intricate verità, risolvibili anche a distanza di mesi dal primo approccio, e simpatie-antipatie tra fazioni e co-protagonisti. Capostipite del genere action GDR e prima perla delle perle, The Elder Scrolls: Arena viene prodotto nel 1993 e il mondo di Tamriel esordisce col suo primo eroe. Mondo aperto, ottima longevità e bella componente ruolistica, Arena fin da subito diventa un gioco imprescindibile per ogni videogiocatore e, di fatto, lancia in alto il genere GDR partendo da zero, intriso di una forte componente action. A distanza di tre anni e due titoli di altro genere dedicati a Terminator, Bethesda rilancia il suo marchio action GDR proponendo The Elder Scrolls II: Daggerfall. Per questa seconda avventura, gli sviluppatori introducono le scelte morali che diventeranno via via un marchio di fabbrica di ogni videogame Bethesda. Daggerfall avrà ben sei diversi finali per l’avventura, e l’intuizione nata nel ’96 durerà fino ad oggi e sarà sfruttata anche dalla concorrenza. Daggerfall implementa inoltre le Gilde, che diventeranno, anch’esse, parte fondamentale degli altri titoli Bethesda. Il successo di Daggerfall dà vita alle prime espansioni, l’ennesima idea originale della software house americana. Arrivano, sfondando immediatamente, An Elder Scrolls Legend: Battlespire e The Elder Scrolls Adventures: Redguard - il primo in terza persona- rispettivamente nel 1997 e 1998. Le espansioni piacciono, il titolo acquisisce spessore ma il bello deve ancora arrivare. La definitiva consacrazione della serie arriva con le nuove tecnologie: a quattro anni di distanza dall’ultimo viaggio in Tamriel, The Elder Scrolls III: Morrowind è il primo vero titolo sandbox della serie. Molto difficile ma soprattutto completo, il gameplay diventa variegato e ricco di personalizzazione, a tal punto che nel successivo capitolo della saga verranno escluse diverse features, in particolare il controllo completo dell’abilità alchimia. Morrowind è il primo videogame GDR con struttura sandbox ad offrire una visuale in terza persona ed una in prima, inoltre offre numerosi spunti inediti e secondari, come libri da leggere e trasporto all’interno della mappa, creando un vero e proprio mondo di gioco dinamico a supporto del protagonista. Morrowind è un successo sotto ogni punto di vista, a tal punto da cominciare ad attirare i fan più esperti che cominceranno a creare patch e mappe personalizzate per il gioco. Addirittura, un team di utenti svilupperà MorrOblivion, un’espansione gratuita che porta la regione di Morrowind nell’universo di Oblivion, il quarto titolo della serie. Prima dell’incredibile The Elder Scrolls IV però, Bethesda rilascia due espansioni per Morrowind: The Elder Scrolls III: Tribunal e The Elder Scrolls III: Bloodmoon.
Approdo in nextgen: Oblivion
Il 2006 è stato l’anno di uno dei più grandi action rpg della storia, se non il migliore. Bethesda sviluppa e pubblica il quarto capitolo della saga, dal titolo: The Elder Scrolls IV: Oblivion. Il titolo, come già scritto in precedenza, è per certi versi molto simile a Morrowind ma alcune features sono state eliminate per far posto ad altre. Oblivion è a tutti gli effetti un titolo molto più profondo, soprattutto per le centinaia di sottotrame che le missioni, tra principali e secondarie, offrono al videogiocatore. L’utente può farsi diverse idee per ogni quest ed affrontarle come meglio crede. La customizzazione del titolo a livello di completamento delle quest viene affiancata da una profonda personalizzazione anche del personaggio: assieme alle caratteristiche fisiche ed estetiche dell’eroe a corredo vi sono innumerevoli possibilità a livello di abilità magiche: la nuova gestione del mana e gli incantesimi si riflettono straordinariamente col vasto gameplay messo a disposizione da Bethesda per il titolo rendendo l’eroe di ogni utente profondamente diverso dal precedente. Il gioco può contare su oltre 200 ore per il suo completamento, di cui una 50ina solo per la trama principale. Anche Oblivion ha le sue espansioni: The Elder Scrolls IV: Shivering Isles mette il videogiocatore in un contesto molto diverso da quello di Oblivion. Un’isola in continua lotta tra il bene e il male, ma soprattutto tra la ragione e la pazzia. Shivering Isles è un’espansione incredibile ed originale, che può contare su almeno 15-20 ore per il completamento, oltre che armi ed armature inedite. Per restare sul classico, Oblivion conta su una seconda espansione: Knights of the Nine ovvero la storia di un Ordine di cavalieri templari scomparsi. Tra tombe da profanare e atmosfera medievale, il videogiocatore riuscirà ad entrare nell’Ordine e mettere pace tra le anime che non trovano giusto riposo.
Dal medioevo al futuristico: è Fallout 3
Fallout 3 è il terzo capitolo di un’altra saga made in Bethesda Softworks prodotto nel 2008. La contrapposizione di contesto temporale tra Oblivion e Fallout 3 è evidentissima: se il primo offre al giocatore come già detto cittadine medievali, leggende, dungeon, eroi ed atmosfera fantasy, il secondo lo porta nel 2277, 200 anni dopo l’esplosione di una guerra nucleare. Protagonista in negativo della guerra il Fallout, un ordigno esplosivo che oltre a trasformare la Terra in un cumulo di macerie ne ha mutato flora e fauna. Non a caso, tutto l’universo di gioco viene chiamato dai sopravvissuti la “Zona Contaminata”, poiché tutto l’ambiente è ostile con animali mutati, aria radioattiva, drogati e sciacalli. Immancabile, come la storia antica insegna, l’uomo che spinto dal potere cerca attraverso le sue idee morali di conquistare i vari territori occupati dai vagabondi della Zona Contaminata. Nascono diverse fazioni, ognuna delle quali con una propria idea su ciò che è bene e ciò che è male. Al videogiocatore spetta decidere a quale fazione aggregarsi, proseguendo verso un percorso che porterà a determinate conseguenze la Zona Contaminata di Washington D.C. Caratteristica dell’universo di Fallout 3, oltre alla valuta del gioco che diventano i tappi di bottiglia -si avete capito bene!- è la presenza dei Vault, ovvero i bunker nei quali durante la guerra nucleare del 2077 gli abitanti si sono rifugiati. Il protagonista nasce e cresce nel Vault 101 e scopre diverse inquietanti verità circa la sua famiglia. Fallout 3 dispone di ben cinque espansioni descritte brevemente in Fallout 3: GOTY, lo speciale di GAME dedicato alla versione Game Of The Year del videogame. La già eccezionale longevità del titolo viene ulteriormente allungata con queste cinque espansioni che portano il videogiocatore in cinque contesti diversi: da un lato Broken Steel prosegue la storia dopo il finale di Fallout 3, dall’altro dovrete vedervela con location dallo stampo horror, alien, ghiacciato e schiavista, con nuove armi ed armature.
La fastosa New Vegas
Come se la netta contrapposizione dei mondi di Oblivion e Fallout non bastasse, Bethesda continua a giocare sul bianco e nero ed affianca a Fallout 3 il lusso di New Vegas. Il titolo, fresco di pubblicazione, è Fallout: New Vegas, un vero e proprio spin-off della serie sviluppato da Obsidian Entertainment. Ambientato circa quattro anni dopo le vicende narrate in Fallout 3, il videogiocatore ha modo di constatare come le diverse fazioni abbiano reagito al finale sviluppato dal precedente protagonista. La Zona Contaminata pullula ancora di pericoli e le fazioni piuttosto che diminuire per aiutare la ripresa economica generale aumentano. Come avete potuto capire dal nome del videogame, il fulcro del gioco è basato sulla nuova Las Vegas e le zone limitrofe della Zona Contaminata del Mojave. New Vegas si prefigge l’obiettivo di conservare e preservare i fasti della vecchia Las Vegas, riproponendo quasi 300 anni dopo tutte le peculiarità della città: donne, alcol, gioco d’azzardo, vizi e stravizi. A capo di New Vegas un misterioso uomo d’affari, House, talmente importante da essere temuto dalle diverse fazioni del Mojave. Già, le fazioni, come sempre in lotta per guadagnarsi i territori della zona facendo leva sui propri principi morali. Le fazioni di Fallout: New Vegas sono davvero tante, ma tra le principali troviamo, oltre il già citato House, l’esercito RNC, la Legione di Caesar, la Confraternita d’Acciaio e i Seguaci dell’Apocalisse, con le ultime due già presenti in Fallout 3. L’RNC rappresentano la fazione più classica, ovvero le forze militari. La Legione di Caesar come suggerisce il nome ripercorre tutte le idee di Cesare e dei romani. La Confraternita d’Acciaio e i Seguaci dell’Apocalisse sono fazioni molto simili alla continua ricerca delle ultime tecnologie, ma mentre i primi seguono l’idea di restare in un bunker aspettando che le altre fazioni muoiano, i secondi provano ad allargare la propria influenza. Al centro di tutto c’è l’interesse di occupare la diga del Mojave ad Hoover Dam: a voi decidere chi far trionfare. In Fallout: New Vegas il concetto di libertà d’azione concessa al videogiocatore viene allargato oltremisura: i dialoghi presentano numerose situazioni in cui l’abilità in uno specifico attributo farà la differenza, concedendo al videogiocatore dei rapporti più stretti o meno verso gli abitanti di una zona e sbloccando possibilità più vantaggiose. Inoltre la reputazione gioca un ruolo fondamentale fin dalle prime battute di gioco, quando il videogiocatore è chiamato a decidere se stare dalla parte del bene o del male, per poi prendere atto di tutte le innumerevoli conseguenze di ogni singola scelta. Ad oggi, Fallout: New Vegas rappresenta un gioco letteralmente senza limiti, un prodotto pieno di idee sfruttate al massimo.
Il cocktail vincente
Il “tour” dedicato alla recente storia Bethesda Softworks è terminato. Durante questo lungo percorso videoludico l’azienda ha dimostrato di dotare i suoi titoli di idee vincenti ed inedite che ne hanno fatto singolarmente un capolavoro. Quando si parla di action rpg viene subito in mente uno di questi prodotti, quello a cui magari il videogiocatore è più affezionato, e, volendo, si potrebbe dire che Bethesda sia la mamma del genere. La straordinaria libertà d’azione e l’incredibile longevità di ciascun titolo sono le peculiarità dei prodotti Bethesda a tal punto da andare quasi sicuri dell’acquisto senza informarsi oltremodo sulle possibilità offerte dal videogame. Insomma, il marchio ormai parla chiaro: un videogame targato Bethesda Softworks assicura un coctkail vincente.
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