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Speciale Prince of Persia

La vita di un Principe

By Filippo Barbuscia, 06/04/2010

La storia del Principe più famoso del mondo! Sono trascorsi molti anni da quando i videogiochi invasero le case di migliaia di giocatori in tutto il mondo per la prima volta. Nonostante il tempo, oggi come allora ci divertiamo a saltare in compagnia di Mario, ad esplorare mondi immensi insieme a Link e, perché no, a fronteggiare nemici nei panni del Principe di Persia. Infatti, la straordinaria saga platform-action-adventure di Prince of Persia vide la luce alla fine degli anni ottanta. Sono molti però, i fan che soltanto recentemente hanno preso parte alle avventure del Principe senza conoscere la sua storia sin dall’origine. Per questo, in attesa dell’ultimo capitolo (Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate), non potevamo che cogliere l’occasione per raccontarvi come tutto è cominciato! A scuola con Mechner: la nascita di Prince of Persia Il primo Prince of Persia nacque nel lontano 1989 ad opera del giovane studente universitario Jordan Mechner, che i fan dovrebbero ringraziare calorosamente. Curiosa è la tecnica da lui utilizzata per ricreare le movenze del Principe, detta rotoscoping. Mechner, infatti, filmava suo fratello mentre era intento ad eseguire pose e movimenti (come correre o saltare), per poi riprodurle nel miglior modo possibile tramite il computer. Avanzato sotto il profilo tecnologico, con grafica ed animazioni incredibili per l’epoca, Prince of Persia divenne subito un gioco di grande successo, grazie anche al particolare e innovativo gameplay. Ambientato nell’antica Persia, il compito del giocatore era quello di salvare la Principessa del Regno e sconfiggere il malvagio Visir Jaffar, che la teneva prigioniera nel palazzo reale. Fin qui nulla di strano, se non fosse per il fatto che per riuscire nell’ardua impresa si avevano a disposizione solo sessanta minuti! Il giocatore doveva superare tutti i livelli entro un’ora facendosi strada tra trappole (spuntoni, burroni ecc) e furiosi nemici. I combattimenti vedevano il Principe impugnare una spada (novità in quegli anni); si trattava più che altro di avere riflessi pronti e nervi saldi: premere il tasto d’attacco al momento giusto garantiva colpi riusciti, al contrario un solo nostro errore era quasi sempre sufficiente a farci perdere un po’ di energia. La difficoltà era, quindi, piuttosto elevata e anche nelle lunghe fasi di esplorazione il gioco concedeva poco spazio agli errori del giocatore, risultando frustante in svariate occasioni. Saltare un burrone richiedeva la minima attenzione, un po’ come nei primi Tomb Raider, e sbagliare significava quasi certamente la morte, costringendoci a ricominciare il livello dall’inizio o da un punto intermedio. Nonostante ciò, il gioco fu visto positivamente sia dalla critica che dal pubblico e uscì, oltre che su PC, anche su molte console come SNES, Game Boy e Sega MegaDrive. Infine una piccola curiosità: in questo primo episodio è presente il Principe Oscuro, la metà malvagia del Principe visto successivamente ne I due Troni. Prince of Persia II: The Shadow and the Flame; il successo continua! Il secondo episodio della serie non tardò ad arrivare e nel 1993 uscì Prince of Persia II: The Shadow and The Flame. Gli eventi narrati nel gioco vengono collocati temporalmente subito dopo la fine del primo capitolo: il Principe si è finalmente sposato con la Principessa del Regno, ma dopo soli undici giorni dalle nozze il vecchio antagonista del nostro eroe, il Visir Jaffar, ricompare e tenta ancora una volta di usurpare il Regno. Nonostante la giocabilità del titolo non si discostò di molto da quella del precedente episodio (stavolta si avevano settantacinque minuti di tempo però), il tutto venne ulteriormente perfezionato rendendo il gioco più vario e divertente. Persino il già alto livello di sfida si dimostrò maggiorato rispetto al suo antecedente, complice anche una IA rivista e migliorata. In definitiva un altro incredibile successo per Jordan Mechner: Prince of Persia era a tutti gli effetti uno dei titoli più famosi dell’epoca. La rovinosa caduta di un Principe: Prince of Persia 3D Dopo l’uscita di Prince of Persia II dovettero trascorrere ben sei lunghi anni prima che i fan potessero immergersi nuovamente nelle atmosfere persiane caratteristiche della serie. Correva, dunque, l’anno 1999 e con l’avvento della nuova tecnologia, il 3D, i Red Orb Entertainment sotto l’attenta (ma forse non troppo!) supervisione dello stesso creatore Jordan Mechner svilupparono il terzo episodio della saga: Prince of Persia 3D! Purtroppo i tre lunghi anni di lavorazione non furono sufficienti: questa volta il nostro amato Principe cadde rovinosamente da una piattaforma durante uno dei suoi acrobatici salti (ah… se solo fosse stato in possesso delle Sabbie avrebbe potuto riavvolgere il tempo, ma a questo ci pensò Ubisoft, come vedremo in seguito). A parte gli scherzi, il titolo apparve davvero fallimentare sotto quasi tutti gli aspetti. Il gameplay cercava in ogni modo di assomigliare a quello assaporato nel leggendario Tomb Raider (che dominava la scena in quegli anni) e non portò nulla di nuovo o significativo nel panorama videoludico di quei tempi. Nel complesso Prince of Persia 3D non riuscì ad accontentare le alte aspettative del pubblico, che videro in questo ultimo capitolo un prodotto decisamente inferiore ai precedenti e indice soltanto di mediocrità. I difetti erano, infatti, piuttosto evidenti: dalla grafica insufficiente all’ Intelligenza Artificiale imbarazzante o al gameplay poco ispirato e macchinoso. Inoltre i lunghi caricamenti e gli esosi requisiti per PC non facevano altro che rafforzare l’idea che il prodotto fosse stato creato frettolosamente e con poca cura. Quella del Principe fu proprio una caduta dalla quale sarebbe stato difficile rialzarsi... Un ritorno inaspettato: l’Ubisoft fa risorgere il mito! Quando ormai tutti (o quasi) si erano dimenticati del giovane eroe persiano, Ubisoft decise di riportarlo alla vita sviluppando e pubblicando Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo (uscito nel 2003 su PlayStation 2, Xbox, GameCube e PC), il primo capitolo della fortunata trilogia (o quadrilogia) delle Sabbie. Arrivati a questo punto si potrebbe tranquillamente concludere l’articolo con la classica frase “…il resto è storia”, ma sarebbe davvero un peccato non ricordare insieme come il nostro Principe abbia avuto la forza di rialzarsi dalla caduta accennata in precedenza. Il nuovo Principe riuscì, infatti, a riconquistare il suo pubblico e ad ammagliare le nuove generazioni, che videro in Le Sabbie del Tempo un prodotto innovativo e coinvolgente. Il gameplay basava le sue meccaniche su elementi che successivamente anche altri sviluppatori avrebbero adottato e risulta ancora oggi emozionante, fondendo spettacolari sezioni platform (correre sui muri era incredibile) a combattimenti all’arma bianca, e condendo il tutto con la possibilità di manovrare il tempo (riavvolgerlo, velocizzarlo ecc). La trama mai banale era poi la ciliegina sulla torta, ma non si limitava a fare da contorno alle azioni del giocatore; al contrario: era magnificamente integrata alla giocabilità e appare tutt’ora appassionante. Con Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo, Ubisoft ricevette un enorme successo convincendo pienamente sia la critica che il pubblico; era l’inizio dell’ascesa al trono del nuovo Principe! Sangue regale, Prince of Persia: Spirito Guerriero Forti del loro successo gli sviluppatori non tardarono a pubblicare il secondo episodio della serie. Infatti, già nel 2004 Prince of Persia: Spirito Guerriero faceva bella mostra di sé sugli scaffali dei negozi. Ciò che più caratterizza il titolo (e che più mandò in bestia i fan puristi della saga) è il cambio netto di atmosfera rispetto al passato. La soleggiata e affascinante Persia medievale aveva infatti lasciato il posto ad una scenografia dalle forti tinte dark e il buon Principe era divenuto maturo ed estremamente violento. I combattimenti soft del primo capitolo erano divenuti ora letali danze dove il giocatore poteva sbizzarrirsi ad uccidere i nemici nel modo più brutale possibile, ed il prima assente sangue, scorreva ora copioso sullo schermo. Nonostante il malcontento di alcuni (ma la gioia di altri) questo secondo episodio fu un altro successo per la ormai importantissima casa produttrice Ubisoft, grazie anche ad una trama avvincente e articolata (forse troppo) e ad un gameplay innegabilmente solido, che ruotava nuovamente attorno alle Sabbie del Tempo (questa volta si poteva anche viaggiare tra passato e presente). La trilogia si conclude, o forse no? Dopo solo un anno dall’uscita del secondo episodio fu il turno di Prince of Persia: I due Troni. L’ultimo capitolo della trilogia delle Sabbie del Tempo segnò un ulteriore cambiamento di atmosfera, e dalle tinte cupe e buie di Spirito Guerriero gli sviluppatori fecero dietro front, ritornando alle vecchie ambientazioni persiane tanto amate dai fan. L’avventura vedeva, appunto, il Principe combattere e saltare tra i tetti e le strade della sua adorata città: Babilonia. La giocabilità del titolo era rimasta pressoché immutata rispetto all’antecedente, nonostante il ritmo appariva meno incalzante e più propenso al platform che non all’azione furiosa dei combattimenti, dove il sangue non era più protagonista. Tuttavia i creatori fecero di tutto per rendere il gioco quanto più vario possibile e inserirono un nuovo elemento, funzionale anche alla (ancora una volta) stupenda ed epica trama. Si trattava della possibilità di trasformarsi nel Principe Oscuro, ossia la versione maligna del Principe; ciò rese l’azione di gioco un pizzico più varia. Insieme a brevi sezioni (solo due) a bordo di bighe e alla aggunta di attacchi stealth, e anche alla notevole caratterizzazione dei Boss, questa fu l’unica innovazione presente. Per questo la scelta di chiudere la storia delle Sabbie del Tempo con I due Troni appare oggi una decisione molto saggia e sicuramente in grado di giovare al nome della saga. Per non cadere, infatti, nell’eccessiva ripetizione di elementi ormai poco rivoluzionari, l’intelligente Ubisoft decise di approdare nella nuova generazione di console con un evidente cambio di rotta, ma non per molto… Prince of Assassins: il Principe ai giorni nostri Abbandonato il personaggio del Principe, con l’avvento della PlayStation 3 e dell’ Xbox 360, Ubisoft rilascia Assassin’s Creed, il primo capitolo di una nuova saga tanto amata quanto odiata. Per il vecchio Principe sembrava essere ormai la fine, visti tra l’altro i buoni incassi del neo arrivato. Ciò nonostante, a sorpresa di tutti (ma neanche troppo), dopo rumor e voci di corridoi, il nuovo Prince of Persia (primogenito di una nuova presunta trilogia) viene ufficialmente annunciato e a dicembre del 2008 viene infine pubblicato. Pur apprezzato dalla critica, il Principe next-gen non convince appieno molti dei suoi fan. Il taglio netto al passato è, infatti, piuttosto evidente (persino nel titolo, solo Prince of Persia, senza sottotitoli). Niente più Sabbie del Tempo e viaggi temporali, il nuovo episodio condivide solo il nome con i suoi predecessori. La storia è del tutto nuova, il Principe non è nemmeno un principe (ma un avventuriero-ladro), i combattimenti sono ridotti all’osso e sempre uno contro uno, morire è impossibile e la grafica realistica ha lasciato spazio ad un incantevole cell-shading. Per molti questi elementi possono significare soltanto un definitivo abbandono alla saga, ma è anche vero che l’ultimo Prince of Persia è veramente artistico in ogni sua parte e in grado di far scaturire emozioni ben più forti che in passato. La scaltra casa produttrice aveva comunque pensato anche all’eventualità che i fan più incalliti sarebbero potuti rimanere delusi da questo improvviso cambio di posizione. Per questo in programma c’era già Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate che sin dal titolo fa intuire un ritorno alle vecchie origini della serie. Il suddetto episodio è in dirittura d’arrivo (uscirà il mese prossimo) e andrebbe a collocarsi cronologicamente tra il primo ed il secondo episodio della saga targata Ubisoft; ecco perché si può utilizzare il termine quadrilogia. Per un’approfondita analisi e maggiori dettagli non possiamo che rimandarvi alla nostra succulenta anteprima. Lunga vita al principe! La saga di Prince of Persia, pur avendo avuto i suoi alti e bassi, è indubbiamente una delle più importanti e longeve dell’universo videoludico e gli innumerevoli consensi che ha ottenuto nel corso degli anni ne sono un’ulteriore prova. Con il Principe (essendo un vero esperto in salti di piattaforme) ci siamo avventurati non solo su console - casalinghe - e PC, ma anche su molti dispositivi portatili come cellulari, ed in particolare su Nintendo DS in Prince of Persia: The Fallen King (o anche in Battle of Prince of Persia, gioco tattico). Non scordiamoci poi del Film ispirato alle Sabbie del Tempo, in uscita nelle sale verso la fine del prossimo mese. Insomma, un personaggio davvero importante e riconosciuto ormai in tutto il mondo, un emblema della storia dei videogiochi, un simbolo per migliaia di appassionati! Dall’eroe giovane e acerbo visto alla fine degli anni ottanta e nel corso di quelli novanta, al maturo e orgoglioso Principe guerriero della trilogia delle Sabbie del Tempo, fino allo spavaldo avventuriero conosciuto nell’ultimo episodio, il Principe ci ha accompagnato per tre intere generazioni, e francamente, speriamo lo faccia ancora per molto...


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