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Speciale Videogiochi Michael Jackson

Storia di una vita di successo vista attraverso i videogiochi

By Francesco Ursino, 06/07/2009

Un mito oltre ogni barriera! Il 25 Giugno scorso si è spento, nella sua casa di Los Angeles, probabilmente uno degli ultimi miti mondiali della musica, ovvero Michael Jackson; al di là di ogni considerazione sulla sua morte, sulla tempistica dei soccorsi e sul suo stile di vita, che non sono (e non devono) essere oggetto di questo speciale, è indubbio che un uomo capace di vendere qualcosa come 800 milioni di dischi memorie nel cuore delle persone e nella stessa storia, della musica e non, le abbia lasciate. Il mondo dei videogiochi, in questo senso, non fa eccezione: diverse console e piattaforme di gioco hanno dimostrato nel tempo di apprezzare le doti di Jackson, dedicandogli diversi titoli. Ci è parso perciò giusto dedicare al cantante scomparso recentemente uno speciale riguardante le sue numerose apparizioni nei videogiochi: un modo per rivivere la sua storia, la storia dei videogiochi e, immancabilmente, anche un po’ quella di molti di noi. 1988: Comincia l’era Moonwalker E’ necessario soffermarsi, prima di cominciare a parlare dei videogiochi riguardanti Michael Jackson, sul film Moonwalker del 1988: da questo film, infatti, hanno preso spunto praticamente tutte le trasposizioni su PC e console delle gesta del cantante. Il film in questione, a detta di critici e siti specializzati, non rappresenta proprio un’opera d’arte, ma oggi può apparire come un interessante affresco sul periodo in questione e può dare un’idea del successo che il cantante aveva a quell’epoca (un po’ come succedeva per i film di Nino d’Angelo...o forse no...); la trama narra di Jackson che, tra un concerto e l’altro, sgomina una organizzazione criminale con a capo il fantomatico Mr. Big (interpretato da Joe Pesci) che vuole spacciare droga attraverso i bambini; la cosa interessante è che nel film compaiono pupazzi, cattivoni che più cattivi non si può e soprattutto Jackson che si trasforma in un robot, ed il tutto senza un motivo preciso. Wow! 1989: I primi Woooo! digitali La prima trasposizione del film avviene nel 1989: Michael Jackson’s Moonwalker viene infatti sviluppato e distribuito per PC, Commodore 64, Amiga, ZX Spectrum, Amstrad CPC, MSX e Atari ST da US Gold. Il gioco è sostanzialmente diviso in quattro parti: nella prima impersoneremo Jackson alla guida della sua macchina alla ricerca del costume di Speedy Bunny, un pupazzo protagonista del film cui si accennava sopra, mentre nella seconda saremo a bordo di una motocicletta impegnati a recuperare delle sfere di energia. In questi due frangenti il gioco si presenta come una specie di stealth, dove dovremo stare attenti a non farci vedere dai nemici e sostanzialmente il nostro unico scopo sarà quello di raccogliere ciò che ci viene richiesto: non si può sparare ne si può intraprendere una qualsivoglia azione offensiva nei confronti dei nemici. Nella terza parte invece saremo impegnati nel Club 30s (che sarebbe la location del video di Smooth Criminal): qui il gioco si trasforma in uno shoot’em up dove saremo chiamati a dare un po’ di legnate ai nemici di turno che tengono prigionieri dei bambini (anche loro compaiono nel film). La quarta ed ultima sezione di gioco si sviluppa nel covo del malvagio Mr. Big dove, senza un preciso motivo, ci trasformeremo in un robot e affronteremo il nemico nello scontro finale. In tutte le fasi proposte sono a disposizione del giocatore diverse vite, anche se il livello di difficoltà e la ripetitività di certe situazioni minano di parecchio la longevità. Dal punto di vista tecnico le versioni peggiori sono quelle per ZX Spectrum e MSX; da sottolineare invece l’ottima realizzazione, specialmente per quanto riguarda il comparto sonoro, per la versione per C64, Amstrad CPC e soprattutto Amiga. La versione PC, infine, presenta dal punto di vista tecnico la resa migliore, con l’aggiunta di scene animate tra un livello e l’altro. 1990: La versione Arcade di Moonwalker Nel 1990 fa la sua apparizione nelle sale giochi di tutto il mondo la versione arcade di Michael Jackson’s Moonwalker. Rimanendo sempre fedele alle dinamiche del film, il gioco propone un mix tra sezioni shooter e beat’em up. I livelli proposti sono sei: si comincia da una Caverna (con sottofondo una versione digitalizzata di Bad), per poi proseguire nel già citato Club 30s (in sottofondo Smooth Criminal), continuare in una strada notturna (con sottofondo Beat It), ritrovarsi in un cimitero (in sottofondo Another Part of Me) e per finire nel covo del malefico Mr.Big (con sottofondo una variazione di Bad). In sostanza nel gioco Michael è in grado di sopraffare i nemici grazie e delle scariche elettriche e soprattutto grazie a dei numeri di danza che “ipnotizzano” i nemici. Andando avanti nei livelli si viene a contatto con dei bambini che devono essere salvati da Jackson stesso (chi vuole alludere lo faccia ora, e poi basta...) e soprattutto con Bubbles, lo scimpanzé che il aiuta il cantante a trasformarsi nel solito robot gigante (anche qui, senza alcun motivo). Il gioco presenta anche delle piacevoli cutscenes la cui realizzazione ricorda molto lo stile dei fumetti, ed inoltre ha il merito di includere oltre alle musiche di sottofondo citate precedentemente i tipici gridolini di Jackson mentre canta. Dal punto di vista tecnico il gioco è interamente in prospettiva isometrica, e presenta dei livelli sufficientemente vari dal punto di vista dello stile e del design. I nemici stessi che incontreremo nel corso del gioco cambieranno da stage a stage rimanendo fedeli al “tema” proposto (avremo quindi a che fare, tra gli altri, con gangsters e zombies). Insufficienti invece alcuni movimenti dei protagonisti e soprattutto la trasformazione di Michael in robot (è tutto un groviglio di pixel). 1990: Jacko su Genesis! Con tutto il rispetto per le versioni appena citate, il vero Michael Jackson’s Moonwalker inteso come videogioco è senza dubbio quello proposto per Sega Mega Drive (altrimenti detto Genesis), che forte dei suoi 16 bit rappresenta probabilmente uno dei rari casi in cui il tie-in è risultato superiore al film (anche se non ci voleva molto a dire il vero). Lo scopo principale è quello di salvare delle bambine intrappolate da Mr. Big e dislocate nei vari livelli e nei posti più improbabili come bidoni dell’immondizia o dietro delle finestre. Il gioco comincia con Michael che arriva nell’ormai famigerato Club 30s, e già l’animazione iniziale è tutto un programma: proprio come nel video della canzone Smooth Criminal Jackson, vestito con un completo e cappello bianco, appena entrato lancia una monetina che va ad infilarsi docile in un juke box vicino che fa partire proprio la stessa Smooth Criminal in sottofondo. Passato il Club 30s continueremo nel livello “Street”, che riprende l’ambientazione del video di Beat It (infatti la stessa canzone fa da sottofondo al livello); superato questo livello saremo impegnati in un cimitero, nel livello chiamato “Woods”: saremo assaliti qui da una montagna di zombie, e benché tutto facesse pensare a Thriller come musica di sottofondo adatta la scelta ricadde su Another Part of Me, probabilmente per motivi di copyright. Superata anche questa difficile sfida il nostro cantante sarà protagonista del livello “Cavern”, strutturato in modo diverso dagli altri tre: dovremo infatti esplorare dei piccoli dungeon (delle piccole caverne appunto) per stanare i nemici e trovare le bambine; la musica di sottofondo è Billie Jean. Dopo tutto questo arriveremo al livello finale, “The enemy hideout” (con sottofondo Bad), dove superati anche gli ultimi nemici avverrà lo scontro finale nello spazio tra Mr. Big e Jackson, trasformatosi nel solito robot/navicella spaziale. Dal punto di vista del gameplay il titolo si sviluppa come un classico platform a scorrimento orizzontale: ogni livello è formato da 3 stage in cui dovremo trovare tutte le bambine richieste; dopo aver fatto questo Bubbles apparirà sulla scena e ci indicherà il luogo dello scontro con Mr. Big, che ci informerà gentilmente della sua intenzione di farci la pelle e mandare una montagna di nemici pronti a bucherellarci allegramente. Gli elementi che però segnano positivamente questo Moonwalker sono da ricercarsi nella cura riposta in alcuni particolari; i movimento di Jacko sono praticamente perfetti, ricreati in ogni minimo particolare e molto vari: si potrà eseguire il passo moonwalk, potremo produrci in giravolte (con relativo lancio del cappello) e quant’altro, e perfino la camminata sulla scala di Michael è ricreata in modo unico. Una delle particolarità del titolo poi consiste nella possibilità, mediante la pressione continuata di un tasto, di far produrre Michael in uno dei suoi famosi balletti: premuto il tasto il cantante lancerà uno dei suoi urli (per la precisione “Woooo!”) ed i nemici si affretteranno a mettersi in posizione, dopodiché comincerà lo stacchetto musicale; a questo punto sembra superfluo dire che ogni ballo è diverso da stage a stage, sia per quanto riguarda le mosse proposte che gli spezzoni musicali scelti. Questa possibilità di gioco comunque non è fine a se stessa: se è vero che sacrificheremo quasi metà dell’energia vitale di Michael è pur vero che tutti i nemici che partecipano al balletto (ballano anche cani, ragni e uccelli...) saranno spazzati via in un istante proprio dopo la conclusione della performance. Per recuperare energia comunque basterà trovare le bambine sparse per i livelli (in ogni livello sono circa una decina): in questo modo diventa decisivo e di una certa importanza tattica scegliere il momento più opportuno per “ballare” con i nemici. Un’ultima nota di plauso va al comparto sonoro: le riproduzioni di alcune delle canzoni più famose di Jacskon sono di livello superiore, ed ancora oggi godibilissime da ascoltare. Anche i gridolini di Michael sono di ottima fattura cosi come i suoni, per cosi dire, ambientali (fra questi anche il rumore che, qualche tempo dopo, corrisponderà alla raccolta di un anello da parte di Sonic). Da sottolineare che il titolo usci, sebbene più povero dal punto di vista tecnico, per Sega Master System e Game Gear. Gli altri progetti Alcune voci di corridoio attribuiscono a Jackson la realizzazione di diverse musiche del videogioco Sonic 3 (su YouTube c’è un’intera teoria a riguardo...) anche se ufficialmente il legame tra il cantante ed il porcospino blu di casa Sega non è mai stato annunciato. Dopo le diverse rappresentazioni di Moonwalker Jackson riapparve in un videogioco nel 2005, nei due capitoli del videogioco musicale Space Channel 5 per Dreamcast e Playstation 2: scopo del gioco in sostanza era quella di memorizzare le mosse di Jacko (e degli altri artisti proposti) per poi ricrearle tramite joypad.


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