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The 3rd Birtday Parasite Eve

Un anniversario speciale per una ragazza speciale

By Crescenzo Mugione, 18/09/2010

I lunghi tempi di Square-Enix... Mentre attendiamo trepidanti l’uscita del 3° capitolo della saga, dopo anni di silenzio dall’ingresso del 2° episodio per il mercato PSX, riviviamo insieme gli anni della maturità della mitica console Sony con una delle saghe che ha reso nota Square Enix, casa di produzione meglio conosciuta per la serie di Final Fantasy e Kingdom Hearts il cui ultimo esponente ha spopolato il mercato del sol levante vendendo milioni di copie. Parasite Eve è un gioco incentrato sulle vicende di Aya, un'avvenente poliziotta americana, che si trova, una sera, mentre partecipa ad una rappresentazione teatrale, a confronto con una verità a dir poco allucinante che cambierà per sempre la sua vita. Ed è, infatti, il teatro il luogo in cui va in scena una vera e propria strage, nella quale, muoiono bruciati tutti gli attori tranne una sola attrice Melissa Perce, che si scoprirà essersi trasformata in una orribile creatura per l’azione di alcuni particolari mitocondri sul suo corpo che hanno preso il sopravvento recandole un aspetto mostruoso e poteri ogni oltre immaginazione. Il potere dei mitocondri è devastante e coinvolge tutte le forme viventi, con le quali Aya, in possesso dei particolari mitocondri, si troverà a lottare per eliminare EVE la forma in cui Melissa si è trasformata. Il gioco, partendo da un concept per nulla banale, malgrado si tratti di un action RPG, strizza l’occhio ai migliori survival horror, sciorinando sui nostri schermi lugubri e tetre ambientazioni da film dell’orrore e moderne strutture, come la splendida rappresentazione del teatro di NY, dove si svolgeranno le battaglie tra Aya e le terribili creature mutate dai mitocondri. Tutti gli episodi della serie sono stati ampiamente ben giudicati dalla maggior parte delle riviste specializzate, lodando, la pregevole rappresentazione stilistica delle ambientazioni e la maggior cura posta nella caratterizzazione e nei movimenti dei vari personaggi dotati di animazioni ben realizzate e curate fino ai dettagli! La bella protagonista si muove sulle ambientazioni 2D, il cui unico difetto è quello di essere in alcuni casi troppo spoglie, esplorandole fino ad ogni anfratto, a dispetto di quanto si possa credere essendo delle semplici immagini statiche. Ogni oggetto può essere toccato, esaminato ai fini di far comprendere al giocatore il tema di fondo su cui si basa l’intera saga. Ma non sono solo i personaggi ad essere realizzati davvero con cura maniacale, bensì, a rendere ancora più emozionante ed avvincente l’esperienza di gioco Square Enix ha realizzato un intero “bestiario”, se così si può chiamare, di creature create dai mitocondri che devastano ogni organismo della città di NY che trovano sulla loro strada rendendo anche il più placido topo una creatura mostruosa in grado di sferrare colpi di inaudita ferocia. E sono in particolare le creature, oltre a molte altre cose, la prima carta vincente di Parasite Eve e del suo seguito, tutte molto originali e con caratteristiche peculiari che li rendono spaventosamente realistici e capaci di popolare i nostri incubi e incutere terrore e che renderanno di certo poco godibile una passeggiata nelle fogne della splendida grande mela. Le stesse creature sono, infatti, poste nei livelli in maniera molto intelligente ed in modo tale che l’esplorazione degli scenari sia tutt’altro che facile, ed introdotti sempre con una certa drammaticità, e con trasformazioni veramente da brividi! Caratteristica piuttosto realistica di questo titolo è costituita dal fatto che inizialmente la nostra eroina, oltre ai suoi poteri recatigli dai mitocondri, non sarà molto abile con le varie armi che troverà lungo le ambientazioni, ma il gioco offre a mano a mano che si procederà nell’avventura la possibilità, per Aya, di acquisire nuovi poteri e di poter potenziare le proprie armi per distruggere le potenti creature che si troverà ad affrontare. La chiave del successo di Parasite Eve sta proprio nel saper combinare, tutte le componenti tipiche di un survival horror con i fiocchi, rinverdite da una serie di mostruose presenze e scenografie degne dei fasti delle migliori produzioni cinematografiche, con tutti quegli elementi che contraddistinguono il migliore dei giochi di ruolo (di cui Square Enix è una veterana), componenti che permettono al giocatore di gestire, con tattiche quasi scacchistiche, le provviste di munizioni e medikit per impedire alla bellissima Aya di fare una ingloriosa fine cadendo sotto i colpi dei suoi possenti e orribili nemici così da guadagnare il maggior numero possibile di punti esperienza. Ed è proprio grazie allo stesso sistema che il giocatore è in grado di utilizzare e centellinare tutti i poteri di Aya in maniera tale da poterli utilizzare per il prossimo attacco da sferrare contro il nemico con un sistema offensivo che purtroppo rimane conforme a quello di tutti i giochi di ruolo del tempo. Fu proprio il sistema di attacco ad essere il punto debole del primo capitolo, criticato da qualche esperto del genere, essendo piuttosto casuale ed impreciso malgrado l’utilizzo di poteri che permettono ad Aya di focalizzare la mira sui punti deboli del nemico, imprecisione dovuta non solo alla difficoltà iniziale della protagonista di utilizzare le armi da fuoco a causa della mancanza di punti esperienza, ma ad una poca cura di questo aspetto da parte dei programmatori che si manifesta più volte all’interno del titolo e che rende l’esperienza di gioco in alcuni casi particolarmente frustrante a causa anche di una IA dei nemici tutt’altro che incerta completata anche dalle dimensioni degli stessi veramente paurose che rendono necessaria l’elaborazione di strategie di attacco ben congegnate per poter sperare di uscire indenne dal combattimento. La grafica di entrambi gli episodi rasenta il fotorealismo, specie nelle cutscene, e nelle sequenze rappresentanti le mutazioni dovute ai mitocondri, evidenziando la profondità del contesto in cui agiscono, e si evolvono, i personaggi sullo sfondo di una NY silente, ignara dell’oscuro pericolo che su di essa incombe, sottolineata da una colonna sonora, per la maggior parte costituita da suoni ambientali molto verosimili che rendono l’esperienza di gioco davvero coinvolgente. Titoli di spessore, tutti quelli della serie, vincenti perché in grado di proporre un modello e dinamiche di gioco particolareggiate e innovative, per il tempo in cui uscirono, sapendo mescolare tra loro generi apparentemente diversi e riuscendo a divertire e spaventare trascinando il giocatore in contesti che trasudano emozioni forti degne dei più titolati survival horror. Dopo tanti anni finalmente il mito sta per rinascere, sebbene con una lentezza estrema, e la fascinosa Aya tornerà a muoversi, questa volta però, sugli schermi delle nostre console portatili, per la fine del 2010, operando di farci rivivere i fasti di un titolo dalle mille sfaccettature con l’obiettivo di richiamare i fan della serie ma di avvicinare le nuove generazioni non del tutto insensibili al fascino palesemente dark della serie spingendoli a ricercare i primi titoli della serie. Insomma il terzo capitolo, sebbene creato dallo stesso team dei precedenti, si pone sulle spalle il peso di un’eredità tutt’altro che “comoda” proponendo un cambiamento quasi radicale delle meccaniche dei capitoli originali, con un titolo, che pur presentando situazioni simili a quelle proposte si distingue come un capitolo alternativo che vede l’affascinante Aya Brea e la sua squadra alle prese con la minaccia portata da alcune creature dette Twisted nella città di Manhattan. Non ci resta che aspettare, nel frattempo, trepidanti e con la speranza che le promesse non restino tali e che Square Enix riesca a portare sugli schermi delle nostre console un titolo all’altezza delle aspettative e dei lunghi anni di attesa!



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