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Your competitive edge! del 08/07/2008

Competizione e videogioco, binomio inscindibile?
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L'eterna sfida
Il videogiocatore è da sempre un personaggio competitivo. Il mezzo che amiamo ha la fortuna di essere un giocattolo duttile che in mano a sviluppatori capaci sa fornire diversi tipi di esperienze, dall'avventura cinematografica in stile Metal Gear Solid al platform totale come Super Mario 64, passando senza problemi attraverso veri e propri spremicervello come Myst. Ma alla propria natura non si sfugge...
I mitici colossi
Cominciamo questa riflessione dalle origini. C'è stato un tempo lontano nel quale le console erano costose e "mostruose" (in quanto oggetti misteriosi che faticavano ad entrare inosservate in un qualsiasi salotto dell'epoca), ma soprattutto non riuscivano ancora a riproporre esperienze ludiche e soprattutto grafiche pari a quelle dei giochi arcade. Sale giochi e bar erano quindi luoghi baciati dalla fortuna di poter ospitare alcuni dei migliori titoli dell'epoca in tutto il loro splendore. Le due condizioni per poter godere di questo tipo di giochi erano entrambe, a conti fatti, molto positive per il giocatore in quanto tale. Parliamo del fatto di dover frequentare un ambiente pubblico e dell'ovvia condizione di dover pagare ogni singola partita. Le conseguenze di questi "vincoli" sono presto dette: ogni giocatore dava il massimo in ogni partita per non sprecare il suo sudatissimo credito, e gli altri che stavano a guardare imparavano costantemente trucchi e tecniche da aggiungere al loro gioco per far durare ogni partita il più possibile. La nascita della competizione in un contesto del genere è automatica, soprattutto quando ad essere oggetto di interesse erano giochi nati quasi esclusivamente per il versus come picchiaduro, giochi di guida o sportivi in generale.
Una fine meritata?
Poi? Come sappiamo, le sale giochi italiane non hanno fatto una bella fine, e nel mondo oltre al Giappone e a qualche altra fortunata oasi asiatica sono ben pochi i luoghi in cui la cultura arcade continua ad esistere nella sua forma più pura. Le cause sono svariate, ed è impossibile non citare tra le altre il deciso distacco delle console da questo tipo di gaming. Spesso più potenti delle controparti e non più vincolate alle conversioni per risultare attraenti agli occhi dei giocatori le console sono poco alla volta diventate un fenomeno di massa, coinvolgendo una varietà di persone del tutto nuova. Agli amanti della competizione più sfrenata si sono uniti infatti i cosiddetti casual gamer (non solo loro ovviamente, ma semplifichiamo il discorso per amor di scorrevolezza), che hanno largamente influenzato la recente produzione videoludica con la loro voglia di relax, di divertimento immediato e senza complicazioni... Tutti "bisogni" ampiamente giustificati, e il fatto che il videogioco sia un mezzo in grado di soddisfarli fa riflettere sul quanto l'oggetto della nostra attenzione sia maturato negli ultimi vent'anni.
L'arrivo alla grande rete
Ma ecco che, grazie a Xbox, le console hanno cominciato a fare sul serio anche online. Ed è qui che la vecchia passione torna a stuzzicare anche gli insospettabili... Classifiche online, achievements, gioco in versus molto vicino (anche se su questo ci sarebbe molto da discutere) a quello che si potrebbe ottenere raggruppando a casa propria giocatori che in realtà vivono a migliaia di chilometri di distanza... La voglia di competere ha decisamente fatto breccia nel cuore dei console gamers. Corsi e ricorsi? Natura del mezzo dalla quale non si sfugge? Non abbiamo queste risposte, ma con Press Start proveremo ad analizzare anche questo spesso sottovalutato aspetto del videogioco e del videogiocare, esplorando nicchie e nuovi fenomeni, visitando community e interrogando personaggi che vivono costantemente sul filo del rasoio. Speed run, record, versus games, tornei dal vivo e online: tutto quello che fa competizione nel videogioco ci interessa. Siete avvisati!
A cura di : Davide "LUN" Lunardelli
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